Mount Eerie

Wind's Poem

2009 (P. W. Elverum & Sun) | lo-fi songwriter

Che il prolifico Phil Elvrum sia leggermente a corto di idee è ormai noto. L'energia spirituale che da sempre caratterizza i suoi dischi sembra si stia via via spegnendo. Così, ci ritroviamo a ricordare in maniera malinconica che l'ultimo, vero capolavoro dell'eremita statunitense risale a ben quattro anni fa. Nel mezzo, una marea incontenibile di lavori minori, EP, 7" e poca sostanza. E' per questi ed altri motivi che è diventato difficle affacciarsi con entusiasmo e buone speranze ai nuovi lavori a nome Mount Eerie.
Eppure "Wind's Poem" è diverso. Perché è diverso? Innanzitutto perché Phil se l'è covato per due anni, questo lavoro, rimanendo in calma meditazione ad ascoltare la natura parlargli e cercando di tradurre quelle sensazioni in musica. Un po' come ai tempi dei capolavori dei Microphones, "Wind's Poem" emana odore di contatto intimo tra natura e uomo.

Come fa a essere diverso? Questa è un'altra storia. Tante distorsioni, montagne di distorsioni che increspano le melodie lo-fi di Elvrum. In certi pezzi la chitarra ricorda persino alcune atmosfere black-metal (storcano pure il naso gli increduli, ma è così: "Wind's Dark Poem", "Lost Wisdom Pt. 2"). Poi anche tanti synth, il che non vuol dire un suono più elettronico. Piuttosto, un accento tremendamente ambient, una formula che viene da chiedersi come mai Elvrum non segua da sempre. Ad esempio? "Through The Trees". Dura undici minuti, la traccia più lunga del disco. Un tappeto pressoché continuo di synth, un drone mistico e trascendentale, su cui Elvrum sospira le solite melodie vocali. Un pezzo fantastico, immobile eppure dinamico. Che il mistico sia tornato?

Sembrerebbe di no. Nel resto del disco si riconoscono ancora venature del lirismo elvrumiano, ma sono solo sfumature nel mare magnum di incertezza e mediocrità ("My Heart Is Not At Peace"). Si fanno largo alcuni (pochi) momenti degni. Come "Ancient Questions", dove appare manifesta la collaborazione con Nick Krgovich dei canadesi No Kids, oppure la caustica "(Something)", oppure ancora l'ascensione violenta di "The Mouth Of Sky". La stanchezza compositiva emerge troppe volte, lasciando scoperte melodie noiose e riscaldate. Troppo abusata la voce, appena sospirata, quasi una parodia di quella che caratterizzava il vero cantautore Elvrum.

"Wind's Poem" non è sicuramente un brutto disco. Elvrum ha osato e ha toccato le corde giuste, inserendo nella propria, rodata formula quegli elementi in più, in grado di ravvivare l'esile fiamma della sua musica. Gli oceani di synth, le increspature della chitarra, le melodie più solari sono aria fresca nell'asfissiante discografia del progetto Mount Eerie. Eppure c'è ancora troppa incertezza, troppa indulgenza nel ricorrere troppo spesso a soluzioni abusate, che si riflettono nella gran quantità di riempitivi. In conclusione, ci si aspettava di meglio da quello che poteva essere il grande ritorno di un grande cantautore.

(12/07/2009)

  • Tracklist
  1. Wind's Dark Poem
  2. Through The Trees
  3. My Heart Is Not At Peace
  4. The Hidden Stone
  5. Wind Speaks
  6. Summons
  7. The Mouth Of Sky
  8. Between Two Mysteries
  9. Ancient Questions
  10. (Something)
  11. Lost Wisdom pt. 2
  12. Sone's Ode
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