Neon

Rituals (ristampa)

2009 (Spittle) | dark-wave

Si torna a parlare di una cult band della scena darkwave fiorentina degli anni 80, grazie alla ripubblicazione su cd di uno dei dischi cardine della scena alternativa italiana di due decenni fa: “Rituals”.
I Neon furono artefici di un synth-rock a tratti melodico, che mutuava molto dal pensiero new romantic messo sul pentagramma dai pionieri Ultravox e Human League.
Nati come duo alla fine degli anni 70, i Neon si trasformarono gradualmente in un quartetto, accentuando dapprima la componente dance-pop, e successivamente quella più rock.
Li ricordiamo soprattutto per le ottime produzioni di new wave elettronica, cantata in inglese e decisamente influenzata dal post-punk britannico.

Il buon livello delle produzioni in studio, unito all’intensa attività live, contribuì a rendere i Neon una delle poche icone alternative nell’Italia “da bere” tutta apparenza e lustrini degli anni 80.
Accanto a loro si fece strada una serie di formazioni fra le quali è giusto ricordare almeno Litfiba, Diaframma, Punkow e Moda, all’interno di una scena fiorentina mai più così vibrante.
I Neon a metà degli anni 80 erano i più longevi e interessanti della compagnia, tanto da essere scelti prima da John Foxx e poi dai Simple Minds come opening act per le date italiane dei rispettivi tour, sfiorando collaborazioni che avrebbero potuto lanciarli definitivamente nel gotha del synth-rock europeo.
Non mancarono importanti passaggi televisivi, fra i quali va ricordato quello nel seguitissimo contenitore musicale della domenica pomeriggio “Discoring”.
Tanto per rendersi conto del seguito che raggiunsero, basti pensare che i Neon furono votati nel 1984 miglior band wave italiana da uno dei principali magazine musicali di casa nostra.

Stabilizzatisi nella formazione a quattro, che vedeva oltre al leader Marcello Michelotti le presenze di Ranieri Cerelli alle chitarre, Piero Balleggi alle tastiere e Roberto Federighi alla batteria, si arrivò finalmente alla produzione del primo e unico lavoro sulla lunga distanza.
“Rituals” rappresentò nel 1985 l’apice artistico del gruppo, con otto tracce all’insegna di una ritmica ossessiva e irresistibile; quasi una dance colta contaminata dalla presenza delle chitarre e di discrete sperimentazioni su nuove soluzioni elettroniche.
L’album conteneva tre brani già noti, in quanto precedentemente pubblicati in 12” (“Last Chance”, “Dark Age” e “My Blues Is You”), e l’eccellente rilettura della hendrixiana “Burning Of The Midnight Lamp”.
Sugli stessi binari incalzanti e ossessivi, insistevano anche gli altri titoli: “Runnin’”, “Isolation”, “The Same Ritual” e “Harry”, i quali diventarono rapidamente classici del gruppo.

A seguito dell‘uscita di “Rituals”, Michelotti e soci produssero altri interessanti singoli, ma qualcosa lentamente iniziò a incrinarsi nei fragili meccanismi della band.
Qualcuno aveva voglia di sperimentare nuove strade, altri accusarono lo stress da concerti, così giunsero all’inesorabile capolinea nel 1989 attraverso una discreta attività live (anche all’estero) ma senza riuscire a dare alle stampe il seguito di “Rituals”.
Troppo colti per conquistare i dancefloor generalisti e le classifiche, troppo accessibili per far breccia nei cuori dagli oltranzisti underground, i Neon rimasero (e rimangono) un progetto troppo di nicchia per riuscire a sopravvivere.

Nel 2006 l’uscita del cofanetto “Boxed” contribuì ad attirare nuova curiosità intorno alla band.
Alcune esibizioni dal vivo, avvenute in anni recenti, non hanno ancora portato ad alcun progetto inedito, sebbene Michelotti abbia dichiarato di avere nel cassetto parecchio materiale.
La bontà dei loro lavori li conferma una realtà di culto per qualche addetto ai lavori e per alcuni maniaci nostalgici di quei suoni darkwave così "anni 80".
La riedizione di “Rituals” contiene le versioni remix di “Last Chance”, “Dark Age” e “My Blues Is You”, oltre ad un libretto di dodici pagine nel quale perdersi fra articoli e interviste pubblicati nelle riviste dell’epoca.

(22/06/2009)

  • Tracklist
  1. Runnin’
  2. Last Chance
  3. Isolation
  4. The Same Ritual
  5. Dark Age
  6. Harry
  7. Burning Of The Midnight Lamp
  8. My Blues Is You
  9. Last Chance (12” version)
  10. Dark Age (12” version)
  11. My Blues Is You (12” version)


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