Pugwash

Giddy

2009 (Ape) | adult-pop

Dieci anni e solo quattro album per la band irlandese Pugwash, salita alla ribalta dopo che il leader Thomas Walsh ha stupito la critica con il progetto a quattro mani “Duckworth Lewis Method” realizzato con Neil Hannon dei Divine Comedy e dedicato a uno degli sport più popolari in inghilterrra, ovvero il cricket.
Già nel 2005, in verità, ero rimasto incantato dall’ascolto del terzo album dei Pugwash, quel “Jollity” che era indicato come uno dei migliori album irlandesi di tutti i tempi.
Dopo un altro interessante disco, “Eleven Modern Antiquities”, realizzato per l’ottima etichetta 1969Records, per i Pugwash si sono aperte le porte della celebrità grazie all’interesse e alla stima dei colleghi, non solo di Neil Hannon, col quale hanno realizzato un ottimo singolo natalizio ”Tinsel & Marzapan”, ma anche di Dave Gregory e Andy Partridge (Xtc). Tra collaborazioni e scritture in tandem, il feeling tra Thomas e Andy ha raggiunto toni elevati, così Andy ha scritturato per la sua Ape Records quello che considera il miglior gruppo pop del decennio, i Pugwash appunto, ed ecco che per la prima pubblicazione ha approntato insieme al gruppo una compilation che ripercorre i loro quattro album.

”Giddy” è prezioso non solo per il suo eccellente contenuto, ma anche perché permette l’ascolto di brani tratti dai primi due album “Almanac” e “Almond Tea”, ormai fuori catalogo e già preda del collezionismo a tre cifre; il tutto viene presentato in una splendida confezione con una cover di  Andrew Swainson.
Premetto che i Pugwash hanno le caratteristiche dei gruppi pop inglesi di derivazione Beatles e Kinks ma contaminate dalla solarità dei maestri del pop made in Usa, ovvero Beach Boys, Todd Rundgren e Love; completa il quadro una sensibilità anni 80 che passa attraverso i 10cc, gli Electric Light Orchestra, gli Squeeze e (udite !udite!) i Klaatù.
Più McCartney che Lennon il range armonico del gruppo, che nei tredici brani scelti per questo esordio internazionale offre un campionario sfaccettato di canzoni pop-folk dai contorni delicatamente progressive. I brani sono stati equilibrati attraverso la rimasterizzazione al fine di far suonare il tutto come un vero e proprio album.

Due titoli dall’esordio “Almond Tea” del 1999, più cinque brani tratti da “Almanac” del 2002 (il vero capolavoro della band), e i restanti sei equamente divisi tra "Jollity" del 2005 e “Eleven Modern Antiquities” del 2008.
Quel che deve aver entusiasmato Andy Partridge è ben chiaro: ascoltate la morbida psichedelia di “The Season Of Flowers And Leaves" e vi sembrerà di essere catapultati tra le trame finali di “Nonsuch”, e riscoprite il vigore del pop made in Swindon nella briosa “Anyone Who Asks”.
I Pugwash abilmente elaborano le loro palesi influenze estraendo soluzioni inedite, il tocco retrò o classic-prog degli arrangiamenti incanta in “Cluster Bomb”, il riff contagioso di “Its Nice To Be Nice” vi convincerà che non solo gli High Llamas possegono la chiave del nuovo pop orchestrale, mentre “Monorail” renderà finalmente chiaro da dove venivano fuori alcune brillanti sonorità e armonie anni 60 dell’album “Duckworth Lewis Method”.

L’ironia e la grazia che dovrebbero caratterizzare ogni canzone pop sono presenti ovunque, perfino una ballata come “Finer Things In Life” accoglie fremiti dinamici, e viene da chiedersi se brani come il succitato o l’energico “Two Wrongs” non posseggano le credenziali per un grande successo.
Certamente l’immagine del gruppo non è delle più accattivanti e la voce di Thomas Walsh, come quella di Andy Partridge o Chris Difford, mantiene un flavour molto british che non ha mai entusiasmato il pubblico americano.
Tutti i brani sono ben definiti, “Apples” scivola verso il beat-twist anni 60, mantenendo sonorità vintage molto accattivanti, “Song For You” è un folk pastorale con piccoli tocchi barocchi e delizie orchestrali, l’altra ballad acustica “Sunrise Sunset” è un valzerone country dall’arrangiamento elaborato, tracce di doo-woop e un'atmosfera vaudeville connotano “My Genius”.
Soluzioni armoniche più elaborate per “Black Dog” e “Anchor”, la prima tra fiati e soluzioni psichedeliche si snoda con una sequenza armonica che viene spesso interrotta per permettere piccole incursioni strumentali, la seconda è caratterizzata da un lirismo intenso che conduce l’ascoltatore verso l’estasi pop; morbide e flessuose le voci, e gli strumenti realizzano una piccola sinfonia pop ricca di cambi di armoniche, il tutto suona come un matrimonio tra Beatles e Beach Boys celebrato da Todd Rundgren.

I Pugwash sono un gruppo di culto che merita di essere sdoganato, “Giddy” vi darà la giusta chiave per esplorare la loro musica. Quello che si può altresì sottolineare è che molte altre perle si nascondono nei quattro album del gruppo, e Thomas Walsh possiede tutte le carte in regola per aggiungere il suo nome alla lista dei grandi songwriter pop, sulla linea di Squeeze, Xtc e Ten Cc.

(28/10/2009)



  • Tracklist
1. Apples
 2. Its Nice To Be Nice
 3. Song For You
 4. Anyone Who Asks
 5. Cluster Bomb
 6. Sunrise Sunset
 7. The Season Of Flowers And Leaves
 8. Mono Rail
 9. My Genius
10. Finer Things In Life
11. Black Dog
12. Two Wrongs
13. Anchor
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