OndaRock



1. Riding Rhymes
2. Gypsy Acrobat
3. Five O'Clock In The Morning
4. Keep Walking On
5. Your Heart My Heart
6. So Easy
7. Alibis And Crimes
8. Into The End
9. I'll Be Back Someday
10. Back In The Land Of Regrets
11. Summer Space
 



RAY TARANTINO

Recusant
(Ponderosa) 2009
rock-blues

Complimenti e citazioni da parte di altri musicisti (Stewart Copeland, Matthew Bellamy dei Muse) accompagnano la pubblicazione dell’album “Recusant” di Ray Tarantino, musicista nato a Milano e poi in giro per il mondo a collezionare interessanti esperienze musicali e alcune delusioni.
Quando arriva il singolo ”Five O'Clock In The Morning”, giungono consensi e critiche incoraggianti, quindi, il pop-rock di chiara derivazione americana unito a un gusto armonico efficace e semplice si concretizza nel primo vero album dell’artista.

Ray Tarantino, però, è solo un altro bravo mediocre scrittore di rock, incapace di trovare una chiave sonora originale che induca al riascolto. Il suo disco, ben suonato e arrangiato, non sfugge ai canoni del rock radiofonico, la padronanza della lingua inglese, pur se notevole, non è tale da garantire sfumature espressive rimarchevoli: nulla di “Recusant” smuove la fantasia e il piacere.
Ascoltate “Your Heart My Heart”, una ballata per piano e voce, dove Ray cita i Coldplay: orrida la melodia, pessima la urlata performance vocale, irritante il refrain. Non va meglio la successiva “So Easy”, nella quale lo stesso autore si perde: tra le tortuose costruzioni melodiche ricche di pause e l’inconsistente costruzione sonora, la distrazione e la noia prendono il sopravvento.
Certo “Riding Rhymes”, “I'll Be Back Someday” e “Gypsy Acrobat”  scorrono con gusto, citando Dire Straits e John Mellecamp, e possono anche far gridare al miracolo i buscaderiani nostalgici, ma nulla possiede la consistenza per superare la prova del tempo, anche se ”Five O'Clock In The Morning” diverte e stuzzica: Ray è un bravo musicista, un compositore discreto ma è più Alex Britti che Dave Matthews.

“Recusant” è solo un buon successo per l’autore, tecnicamente un disco ben costruito, ma il confronto con ciò che gira intorno ci convince che le emozioni sono altrove: non è difficile o impossibile essere un cantautore oggi, né tantomeno è impossibile andare oltre la mediocrità, se solo porgi l’orecchio, incroci Ruarri Joseph e scopri che si può fare del buon pop-rock con gusto e originalità. Certo, una canzoncina carina smuove più orecchie di un insieme di belle canzoni, e nulla vieta che possa accadere a Ray Tarantino, ma non cercate di convincermi che “Recusant” sia qualcosa di più di un mediocre esercizio di stile.

(21/08/2009)