"The Man With The Case" è un disco normale, ha un sapore piacevole ed è suonato molto bene. Ha suoni notturni e profondi, ti coccola caldamente senza bisogno di climax o soluzioni ad effetto, lui va.
Questo disco è la storia d'amore di Samuel L Session con la musica techno, è la storia di un musicista che ha sempre fatto bene il suo mestiere, forse consapevole di non essere un rivoluzionario, ma che ha dato in dote a molti dj diversi dischi con cui baloccare le piste da ballo. Groove sempre giusti, una certa predisposizione alla funzionalità delle canzoni.
Questa volta sulla lunga distanza Samuel si lascia andare e concede molto anche al fascino del suono, costruendo un'estetica uniforme, finalmente una morbidezza femminile, senza aver bisogno di ingaggiare vocalist urlatrici o insidiandosi dentro attitudini grossolane. Manca, a dire il vero, la presenza di qualche voce a disegnare atmosfere ancora più sostanziose, ed è forse uno dei punti principali che giocano contro questo disco.
"The Man With The Case" è una storia d'amore che ti chiama prima di arrivare, si annuncia al citofono e malgrado questo riesce a stupirti piacevolmente. È la ruffianeria implicita dentro certi suoni e il loro inevitabile sedurre chi li ascolta, tra armonie di respiro, battiti midtempo e mani calde mentre fuori è freddo. Sono facili speranze di andare oltre il tunneling e approdare in un panorama sonoro capace di far scattare la trance del ballo lavorando sull'inseguimento reciproco piuttosto che sul prendersi direttamente a cazzotti abbandonandosi poco dopo. Non dovrebbe essere sempre così in fin dei conti? Magari no, magari l'eccesso istintivo e primordiale fa bene alla musica, cavandone fuori una carica emotiva che trova radici nell'edonismo dei prep party e di un'insopprimibile voglia di fuggire dalle regole. "The Man With The Case" non ha questo bisogno, è l'uomo con la valigetta, un burocrate chino sul profitto ma che rivela dentro di sé quell'umanità di fondo che è il semplice amore per le cose che ama fare.
Manca il colpo di genio, l'estro dagli occhi spiritati, il fuoco che brucia l'anima, ma è il momento a volte, e a volte ci si accontenta di una cosa che ci mantenga a galla e dia sollievo, piacevolezza. Una cosa normale in mezzo a lavoro, amici, famiglia e ogni sorta di rottura di palle. È storia d'altri tempi e posti non così marci, è musica fatta con il cuore e che funziona bene per la durata di tutto un disco. Va bene così.
28/10/2009