Shackleton

Three EPs

2009 (Perlon) | dubstep, dub techno

Shackleton è tornato. Shackleton è tornato con un monolite intitolato "Three EPs", pubblicato per i giovanotti della Perlon, etichetta di Francoforte ora a Berlino specializzata nel dare spazio a matti completi come Nikolai, Narcotic Syntax e pure quel barbuto di un Villalobos. La cosa fa differenza per una serie di motivi inventati: vuoi perché lo stesso Shack si è trasferito da Londra a Berlino, vuoi perché ha sicuramente uno spacciatore di qualità che lo rifornisce di preziose bontà, il nostro ha attraversato il guado post-Skull Disco rinforzando la formula che l’ha reso noto.

Se prima l’ansia adrenalinica e metropolitana che si percepiva nei dischi era irrisolta, chiusa tra vortici etnici e pesantissimi silenzi, con "Three EPs" l’uomo si lascia cadere nel vuoto di una disperazione senza compromessi, andando a scavare nei dub e nella pulsazione ciclica, nei sample vocali di un Burial sotto metadone.
Sammy spinge ancora oltre la propria visionarietà dub separandosi - se mai ci fosse bisogno di dare altri segnali - definitivamente dal London-sound di un dubstep che ha assunto definitivamente le proprie linee-guida per far sì che chiunque possa stereotiparlo. Perciò niente bassi wah wah, niente know jah e niente flirt con l'hardcore. Shackleton senza il compagno di avventure Appleblim è diventato un produttore con un'incisività ancora maggiore.

Il risultato è roba da andare ai matti e chiamare l’amplifon, tra droni in crisi mistica da pitch bending e cupissime dilatazioni, diventando di fatto il cuneo delle avanguardie dub elettroniche o future dub o quella cosa che fa uscire dai coni delle casse "(No More) Negative Thoughs", che a voler essere precisini è il raccordo tra il dub berlinese, un paese a caso del medioriente e il subwoofer con il gain a +11, in una discesa cinica verso la presunta eliminazione di pensieri negativi ma che sono in realtà un frullato di paranoie e arie da perenne apocalisse.

Shackleton è diventato questo, un alfiere della paranoia riversata dentro a un dubstep mai così isolazionista e oscuro, un estremizzatore del suono di Bristol e delle allucinazioni di un possibile buio in fondo alla luce divinato da Tricky e Massive Attack che sublima in "Asha In The Tabernacle", con un mantra mistico ripetuto e riverberato per tre minuti tra bassi melmosi misurati con il calibro prima di fare girare il kick e le percussioni.

"Three EPs" esce dal seminato canonico dello stesso autore e scrive una storia a sé stante rispetto a tutti gli altri produttori dub contemporanei, l'assenza di rimandi al mondo jamaicano, a quello jungle o a quello berlinese in senso stretto lo pone in una posizione di prestigio, di seduzione attraverso i disastri che raffigura anche con la conclusiva "Something Has Got To Give", lasciando la netta sensazione che Shackleton non solo possa fare quello vuole, ma che riesca a farlo fino in fondo.

(14/10/2009)

  • Tracklist
  1. (No More) Negative Thoughts
  2. Let Go
  3. It's Time For Love
  4. Mountains Of Ashes
  5. There's A Slow Train Coming
  6. Moon Over Joseph's Burial
  7. Asha In The Tabernacle
  8. Trembling Leaf
  9. Something Has Got To Give
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