Shannon Stephens

The Breadwinner

2009 (Asthmatic Kitty) | songwriter, folk, country

Nove anni dopo la sua prima e ultima uscita omonima, Shannon Stephens si sveglia nel cuore della notte, gli occhi sbarrati e gli arti che si liberano con un gesto improvviso e inconsulto delle lenzuola. Si ritrova a vagare per la casa, assaporando la sensazione di essere unica, vigile custode del respiro dei propri cari. E' questa la ricostruzione della genesi di questo "The Breadwinner" che ci pare più plausibile, avendo metabolizzato, senza troppi sforzi, il calore mai frusto di un lavoro amorevole, che parla di una raggiunta maturità affettiva. L'Asthmatic Kitty, etichetta che si è presa il giusto compito di scritturarla per questo nuovo album, ricorda infatti che breadwinner sta per "persona che deve imparare cosa significhi crescere".

Registrando il tutto direttamente su laptop, con l'unico accorgimento di uno strato di seta sul microfono per omogeneizzare il suono, la Stephens ottiene in effetti il risultato di una espressività domestica non mediata, per quanto i vecchi collaboratori dei tempi dei Marzuki, poi confluiti nella band di Sufjan Stevens, affollino di archi e fiati le peregrinazioni notturne della Nostra - che decisamente non ha perduto la sua estensione vocale frusciante, colma del fascino di una femminilità appagata. E' quanto emerge dall'accoppiata fatale di "The One Who Sees Me" e "In The Summer In The Heat", in cui le corde della Gibson di Shannon sembrano muoversi di vita propria: "When I was walking down/ I was not alone" è  la frase che scoperchia il contenuto emotivo del disco, portando dalla camminata solitaria (verso luoghi amici) della prima all'intimo abbraccio della seconda.
Il romantico abbandono di gran parte del disco - stupendo il richiamo pacificatore di "Come To My Table" - si combina alla perfezione con la consapevole ironia di pezzi come "Hard Times Are Coming", numero cantautorale che sfoggia il carisma di una Aimee Mann. Chi non avrebbe visto questa canzone sulle labbra dei protagonisti di "Magnolia" nella cantata corale del film?

E così, regna un'assoluta pacatezza acustica, dettata da una raggiunta consapevolezza d'intenti. La Stephens domina gli acuti lasciando che l'ugola resti sempre sospesa tra la rassegnazione e l'incanto. Mentre "The Most Delicious Hours" mostra quel cordiale, soffice incastro melodico scaturito dall'alternanza dei singoli strumenti, posti accuratamente in circolo nei vari episodi.
Nelle zone d‘ombra del disco, "Song Of The Breadwinner" ricama con passo cadenzato i tumulti interiori inanellati dallo scorrere del tempo e delle vicissitudini del cuore. Ritmica e timbro oltremodo tiepidi predominano i primi istanti, prima che un pacatissimo crescendo, in ripartenza pianistica, fornisca al contesto un'inaspettata aurea di trionfalismo.
La polverizzazione di un sogno infranto, rincorso per anni, è appena sussurrata in "The Dream", alla stregua dei tormenti acid-folk di una Tara Jane O'neil. Così come rammarico e una profonda inquietudine caratterizzano l'intensa "Poor Man's Part", dove l'esortazione a non cadere giù nell'oblio di una depressione che potrebbe rivelarsi fatale, è spinta con la solita commozione sia dal mesto violino, sia dal pianoforte in appoggio. Il declino cede il passo a una più cordiale divagazione amorosa nella conclusiva "Seems I'm Never Tired Lovin' You", attraverso la quale il canto della Stephens si presta ad abbandonarsi a un focolare di ardita passione. Da qui, riaffiorano i bei ricordi e gli accordi assumono nuove tonalità, facendo sì che il sipario scenda giù in un climax decisamente più gioviale.

La Stephens è certamente bel lontana dalle attitudini produttive di molte cantautrici odierne. La sua pregevole pazienza compositiva, quel suo pacifismo melodico, e il suo ineccepibile talento segnano i tratti principali di una piccola, grande perla del folclore a tinte rosa dell‘ultimo lustro. La speranza più grossa è di incrociare le sue canzoni prima dello scadere del decennio appena iniziato. Considerati gli ottimi risultati, l'attesa potrebbe rivelarsi più smodata del previsto.

(27/07/2010)

  • Tracklist
1. More To Speak Of
2. Hard Times Are Coming
3. The One Who Sees Me
4. In Summer in the Heat
5. Come To My Table
6. The Most Delicious Hours
7. Song of the Breadwinner
8. The Dream
9. Poor Man's Part
10. Seems I'm Never Tired Lovin' You
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