Thermals

Now We Can See

2009 (Kill Rock Stars) | alt-rock, punk-rock

Se c’è un aspetto che può destare l’attenzione dell’ascoltatore scrupoloso, in questa quarta fatica discografica firmata Thermals, è giusto il cambio di etichetta.
Scaricati o meno, questo non lo sapremo mai, sta di fatto che i ragazzi di Portland, Oregon, non incidono più per la mitologica e sempre più caleidoscopica Sub Pop, bensì hanno deciso di prestare la propria opera per la Kill Rock Stars.
Ma quale ispirazione fuoriesce da questi solchi così privi di verve?

I Thermals hanno lasciato nella stanza dei ricordi gli aspetti più spigolosi del proprio suono, e hanno deciso di virare verso un più rassicurante “adult contemporary rock” (sentire per credere “Liquid In, Liquid Out”) in grado di strappare più di qualche sbadiglio.
Che ci siano delle buone intuizioni questo è fuori dubbio.
“At The Bottom Of The Sea” è un classico midtempo ben costruito, così come gli arrembaggi sonici di “When We Were Alive” e “When I Was Afraid” non sono proprio da buttare.
Al contrario, il primo singolo “Now We Can See” e “I Let It Go” sono quasi indisponenti, e complessivamente il lavoro pare davvero troppo elementare.
Prendiamo ad esempio la doppietta iniziale: “When I Died” e “We Were Sick” suonano come clamorosamente già sentite, e gli accordi facili buttati lì in pasto al popolo lobotomizzato da Mtv dubito che riusciranno a garantire un futuro importante alla band.
Non si può certo combattere il predominio dei Green Day utilizzando le loro stesse armi.

È un peccato, perché nei precedenti tre lavori (“More Parts Per Million” fu l’esordio targato 2003, al quale seguirono “Fuckin A” nel 2004 e “The Body, The Blood, The Machine” due anni più tardi) Hutch Harris e compagnia avevano gettato dei semi che promettevano ben altri scenari futuri.
Ma la selezione naturale in campo musicale oggi è durissima, e spesso si preferiscono delle scorciatoie power pop come queste qui, piuttosto che disegni più arditi e rischiosi.
Pensate che i Thermals nel 2005 rifiutarono un contratto da 50.000 dollari da una società americana produttrice di fuoristrada che era intenzionata a utilizzare un brano della band nel proprio spot pubblicitario.
Ebbene, a distanza di soli due anni era possibile ascoltare loro canzoni nei titoli di coda di un fortunato telefilm o nelle tracce demo di un famoso lettore multimediale.
Alla faccia della coerenza!

La sensazione generalizzata di questi ultimi mesi è che il tanto snob e vituperato indie-rock, invece che puntare verso vette più articolate e magari sorprendenti, si stia travasando lentamente in un indie-pop scialbo e di facile consumo.
E in questa società consumistica vedrete che fra qualche anno saranno in pochi a ricordarsi dei trentaquattro minuti di “Now We Can See”.

(10/06/2009)

  • Tracklist
  1. When I Died
  2. We Were Sick
  3. I Let It Go
  4. Now We Can See
  5. At the Bottom Of The Sea
  6. When We Were Alive
  7. I Called Out Your Name
  8. When I Was Afraid
  9. Liquid In, Liquid Out
  10. How We Fade
  11. You Dissolve
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