Valentina Dorme

La Carne.

2009 (Fosbury) | rock, songwriter

“Un roast-beef senza salsa è nudo, è osceno” chiosava Sergio Castellitto nel celebre film di Marco Ferreri, “La Carne”, sedotto da una Francesca Dellera mai più così sensuale. Ed è proprio in questa citazione che potremmo “racchiudere” lo spirito del quinto disco dei trevigiani Valentina Dorme. Difatti, in esso è pienamente attuata la privazione da ogni diversivo e/o sfumatura deviante, a vantaggio di una crudezza/oscenità rock cantautorale pungente, citazionista, capace di nascondersi in alcuni passaggi anche dietro una finta e agiata leggerezza, vagamente retrò.

La band trevigiana ha quindi deciso di dipingere il suo nuovo affresco con tinte clamorosamente forti. E così, la lenta, drammatica esplosione di “Un nome di fantasma” riprende laddove Fabio De Min (qui presente al synth) aveva congelato qualche tempo fa le sue ispirazioni. Ma in questo caso, al posto dei violini troviamo le chitarre, pronte a "urlare" un disappunto regresso in un crescendo d’ansia e smarrimento. La passione amorosa, vissuta costantemente con angoscia e smodata fantasia erotica, vibra senza sosta alcuna nelle dodici tracce dell’opera. Le parole dirette, concise di Mario Pigozzo Favero penetrano e affondano con precisione chirurgica. In “Benedetto davvero”, la distanza e lo spazio costituiscono paradossalmente l’unica via di salvezza di un amore altrimenti destinato all’oblio. Il dubbio, la paura d’amare e il fallimento matrimoniale sospingono il trotto sinuoso e acquerellato de “Il terzo uomo”, dove non servono “trucchi dozzinali” e “occhiate veloci” per seppellire un sentimento pur sempre acceso.

“Marco Ferreri” è il tributo incondizionato al grande regista milanese. Perché essere il “Calà di Ferreri con i suoi vizi innominabili” potrebbe rappresentare (momentaneamente) la chiave di (s)volta della propria ibernazione/apatia sensoriale. Così come vivere un rapporto senza compromessi, fatto di “bugie leggere” e ripetuta quotidianità , diventa ossessione in “Giulia Bentley in estate”, nella quale prende forma gradualmente una straordinaria sterzata orchestrale, tesa a rafforzare la cura dei dettagli visivi, testuali, sonori. In “La Carne”, il punto di forza maggiore è il sodalizio perfettamente equilibrato tra forza descrittiva ed evolversi acustico. La tensione nevrotica dovuta al decadimento della passione è saggiamente espressa dal suono, come magnificamente dimostrato nell’incandescente e avvolgente “Siracusa e le stelle”.

“La Carne.” incarna la (ri)vincita di quel romanticismo rock italiano rauco e indomito. E’ il risveglio triste di una Valentina disillusa, fondamentalmente infelice, preda confusa del proprio ego e delle passioni più travolgenti.

(05/07/2009)



  • Tracklist

1. Un nome di fantasma
2. Benedetto davvero
3. Il terzo uomo
4. Marco Ferreri
5. Giulia Bentley in estate
6. I girasoli
7. Trieste centrale
8. Siracusa e le stelle
9. Olimpiadi salesiane
10. La buonanotte in francese
11. Io non sono forte

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