Vandaveer

Divide & Conquer

2009 (Alter K) | songwriter, pop

Un vecchio orologio da tasca. Un cimelio di famiglia passato di mano in mano da una generazione all’altra: un uomo politico, un giocatore d’azzardo, un predicatore… e alla fine, un cantautore. Un’unica parola incisa sulla cassa dorata: Vandaveer.
Per Mark Charles Heidinger, “Divide & Conquer” è il secondo capitolo della storia iniziata due anni fa sotto l’egida di quel nome antico: le morbide sfaccettature del precedente “Grace & Speed” lasciano il posto stavolta ad una maggiore uniformità di tinte, sempre all’insegna di un songwriting dalle venature romantiche.

Il passo amaro e solenne di “Fistul Of Swoon” introduce le visioni di Vandaveer come la sabbia di una clessidra, rinnovando la grazia ombrosa di quella “Marianne, You’ve Done It Now...” incastonata nel disco d’esordio. “Though your towers are tall and your powers were grand, you cold not understand how you fell from great heights”, sussurra Vandaveer. Il timbro dylaniano della sua voce si intreccia da un brano all’altro con quello vellutato della cantautrice Rose Guerin, per lui ormai come una sorella, un tassello imprescindibile della sua musica.
I delicati bozzetti acustici di “Woolgathering” e “Long Lost Cause” fanno pensare all’intimismo di Tom McRae, i cori spettrali di “The Sound & The Fury” evocano un Matt Elliott votato al pop. E quando la trama si irrobustisce, come nei toni marcati di “A Mighty Leviathan Of Old”, è la tempra del primo David Gray a fare capolino.

Registrato lo scorso anno tra Washington e Lexington insieme al produttore Duane Lundy, “Divide & Conquer” è un disco dalla mistica arcana, in cui sirene e leviatani si materializzano accanto alle immagini di angeli e serpenti raffigurate nel booklet. L’amore, nei versi di Vandaveer, assume le sembianze di una machiavellica partita a scacchi, un diabolico divide et impera: e il prezzo da pagare, naturalmente, è la propria anima. “When you dance with the devil you don’t walk scot-free”, ammoniscono i chiaroscuri sfiorati dal piano di “Turpentine”.
Il grido che si leva tra i flutti dell’esistenza sembra rimanere senza risposta, soffocato da strategie e divisioni. Finché il silenzio, in “A Mighty Leviathan Of Old”, viene spezzato dall’oceano in tempesta del destino, travolgendo ogni menzogna al suo passaggio: “God spoke clearly for the very first time in my life / The sounds he made were glorious and grave / It was a tidal wave of rhythm”.

Tra la melodia sinuosa della title track e gli accenti di “Resurrection Mary”, la vicenda di illusioni familiari di “Before The Great War” suona sin troppo prevedibile nella sua immediatezza. Ma nonostante qualche eccesso di linearità, “Divide & Conquer” riesce a confermare il talento per le tessiture pop di Vandaveer.
Con la sua lieve carezza pianistica, il commiato di “Beverly Cleary’s 115th Dream” suggella l’album con un omaggio rivolto tanto a Mr. Zimmerman (“Bob Dylan’s 115th Dream”, A.D. 1965), quanto alla scrittrice di racconti per ragazzi Beverly Cleary. È proprio alla protagonista dei suoi libri, la piccola peste Ramona Quimby, che si rivolge la voce di Vandaveer: “Forever seems such a very long time”, canta dolcemente. “That’s a very good sign for peace and love and harmony, and all the things that lovers need like hope and health and clarity and time”. Alla fine, anche il tempo può tornare ad essere amico. Proprio come un vecchio orologio.

(17/04/2009)

  • Tracklist
1. Fistful Of Swoon
2. Woolgathering
3. A Mighty Leviathan Of Old
4. Turpentine
5. Divide & Conquer
6. Resurrection Mary
7. Before The Great War
8. Long Lost Cause
9. The Sound & The Fury
10. Beverly Cleary’s 115th Dream
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