Won James Won

Les 120 Minuetes de Sadomasonodoraemono cuporamenosodom

2009 (R. A. I. G.) | art-rock

In attesa di dare alle stampe il loro prossimo disco, previsto, a quanto pare, per l’inizio del 2010, i Won James Won mettono mano all’archivio e tirano fuori una collezione di outtake e registrazioni dal vivo che coprono un arco di tempo lungo sei anni.

Daniel Smirnov e Tikhon Kubov, come al solito autori del materiale, evidenziano, ancora una volta, tutto il loro amore per una sorta di “matrioska sonica” (come ebbi a definirla in sede di recensione del capolavoro “Theorist Attack”), capace di raccogliere tutte le opportunità di trasfigurazione e di intertestualità che offre la materia “rock”.

In “Les 120 Minuetes de Sadomasonodoraemonocuporamenosodom”, anche a causa della natura compilatoria dell’operazione, i risultati sono, comunque, altalenanti, ma quando la band imbocca la strada giusta, la musica sa essere effervescente e incatalogabile come poche, attraversata da un’isteria di fondo e da un gusto per il pastiche che ha nell’emo “teatrale” di “Fat Bastord At The Gates Of Elenium” un momento esemplare.

Sempre attenti alle più recenti dinamiche della popular music, i Won James Won si cimentano col dubstep in “Defecate on U, Dear or 2 Lessons in Dubstep” (probabilmente con intenti parodistici se, a seguire l’andamento sornione del beat, c’è una fiera di voci radiofoniche, disturbi elettronici, brandelli di jazz e classica contemporanea), per poi perdersi, divertiti, tra le gustose irriverenze folkloristiche di “Wheel Of Tortune”, il turgore italico molto anni Settanta di “Tanza di Panza 77” (che non si nega qualche parentela con gli Skiantos), le stroboscopie disco-funk di “Requiem 4 DFA 1979” e quelle deep-techno di “Baby Swastika Arrives Under Pentagon Sky And The Kremlin Magi Are Coming”.

In un saliscendi emotivo che tenta di conciliare il sublime con l’infimo, la ditta Smirnov-Kubov & co. appare sempre a suo agio, anche quando i risultati non sono all’altezza della situazione. Non temono lo sberleffo, non hanno paura di misurarsi anche su distanze mai tentate prima: il loro è un suono intimamente post-moderno, innamorato del mutamento e delle differenze. Non appariranno fuori luogo, allora, in questo contesto essenzialmente frammentato, sia l’abrasivo noise-doom di “Darkrum” (con performance vocale vampiresca dell’attore teatrale Vladimir Epifantsev) e l’ibrido di power-electronics e folk acido di “The New World Horns (Obshejitie Version)”.

Il disco è disponibile in download gratuito sul sito della R.A.I.G.
http://www.raig.ru/AT_wonjameswon.asp#AT026

(23/11/2009)

  • Tracklist
1. FOF
2. Fat Bastord at the Gates of Elenium
3. Defecate on U, Dear or 2 Lessons in Dubstep
4. Requiem 4 DFA 1979
5. We Love Mme KOKO
6. UFObiak (Dancing The Manta Ray)
7. Darkrum (feat. Vladimir Epifantsev)
8. Wheel of Tortune
9. Tanza Di Panza 77
10. Baby Swastika Arrives Under Pentagon Sky and the Kremlin Magi are Coming
11. The New World Horns (Obshejitie Version)
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