Yeah Yeah Yeahs

It's Blitz!

2009 (Interscope Records) | disco-pop

Sempre meno arrabbiati e più propensi a divertirsi, gli Yeah Yeah Yeahs, giunti al loro terzo album, svoltano decisamente verso un disco-pop adrenalinico e fintamente trasgressivo, in cui, venuta meno la funzione elettrizzante della chitarra, sono i synth a farla da padrone, lanciando la band newyorkese verso una nuova, luccicante (?) vita.

Basterebbe la sola, iniziale “Zero” a rendere chiaro il mutamento di rotta, con la voce di Karen O meno ispida e più deliziata dalle luci stroboscopiche di un immaginario dancefloor ultraterreno. Un brano perfetto per mutare pelle. Forse, talmente riuscito con il suo techno-rock volteggiante e arioso, da rappresentare un problema, perché tutto il disco, muovendo da queste premesse, non riesce quasi mai a ripeterne l’exploit (eccezion fatta, forse, per l’emozionalità incantata della ballata “Hysteric”).
Così, tra chitarroni severi, chorus glaciali e zone d’ombra irreali (“Heads Will Rock”, “Dull Life”), i lustrini ammiccanti, con special guests Tunde e Kyp dei Tv On The Radio, di “Dragon Queen” e la leggerezza elevata – nonostante tutto - a divinità assoluta (“Soft Shock”), questi Yeah Yeah Yeahs convincono fino a un certo punto, e non perché ci sia il ricordo del passato a rendere il presente meno intrigante, quanto, piuttosto, perché la stessa consistenza dei brani non riesce a renderci appassionati partecipi del nuovo party del trio.

Alla fine, così, gira e rigira, i brani più interessanti risultano essere proprio quelli che, apparentemente, dovrebbero rappresentare l’eccezione, più che la nuova norma: “Skeletons” (tra romanticismo impalpabile e celtiche vie di fuga), “Shame And Fortune” (che, nel riabbracciare gli umori del primo periodo, finisce per apparire, stranamente, come un brano degli Smashing Pumpkins più cavernosi), una, invero, poco calibrata “Runaway”, con piano e archi in fibrillazione, e la torch-song alla ricerca di sfere celestiali di “Little Shadow” (con Imaad Wasif alla chitarra).

Album, dunque, bifronte, pur nella sua volontà di cucire addosso al trio una nuova, più ammiccante veste, “It’s Blitz!” sembra a tutti i costi voler cercare il colpo ad effetto, salvo, però, rivelarsi il più delle volte indeciso sul da farsi. Piacerà di sicuro a molti e saprà condurre al capezzale della band nuovi adepti. Ma questo, in fondo, quanto conta?

(03/05/2009)

  • Tracklist
1. Zero
2. Heads Will Roll
3. Soft Shock
4. Skeletons
5. Dull Life
6. Shame And Fortune
7. Runaway
8. Dragon Queen
9. Hysteric
10. Little Shadow

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