A Great Big Pile Of Leaves

Have You Seen My Prefrontal Cortex?

2010 (Self-released) | alt-rock

Chissà che quest'altra uscita, di pieno sottobosco, non ci racconti della nascita di una minuscola tendenza nell'universo alternativo: quella di un rigurgito math, immerso nelle levigate atmosfere urbane dei Sea And Cake. Già ravvisata nello straordinario lavoro degli Yamon Yamon di inizio anno, tale tendenza assume in questo caso le sembianze di un "mucchio di foglie grande e grosso", nel quale rovistare con la dovuta ingordigia, in un vorticare di colori e impressioni, ma senza riuscire a trovare veri contenuti di pregio.
"Have You Seen My Prefrontal Cortex?" è l'esordio di questo trio di Brooklyn: un disco che certo non si risparmia, che contiene nei suoi circa cinquanta minuti di estensione diversi momenti di esuberanza - spesso sopra le righe, in un evidentemente incontenibile soprassalto giovanile.

L'impressione di un carico emozionale un po' troppo gonfio e pressapochista è dato da una parte dal troppo frequente ricorso a schitarrate festaiole, con tanto di grossolane impennate percussive; dall'altro lato, lo stile quasi emo del cantante e chitarrista Pete Weiland (dal timbro adolescenziale che ricorda quello di Luke Pritchard dei Kooks)  non fa certo aumentare la grazia delle progressioni dei Nostri.
Allo stesso tempo, nei momenti più posati - di certo non trascurabili in termini quantitativi - gli A Great Big Pile Of Leaves mostrano una buona creatività, con questi intrecci sincopati di arpeggi echeggianti tra le crepe di un minuscolo locale à-la page della Grande Mela (nelle buone "We Don't Need Our Heads" e "Bring Back Breakfast", in particolare). E' quando i tre cercano di cambiare passo, di spiccare il balzo emotivo, che le idee scarseggiano e si vanifica quanto costruito in precedenza, in scolastiche oscillazioni quiet-loud e prevedibili slanci corali.

Il gruppo di Brooklyn è ancora in fase "liceale", insomma: non pare così onirico, in ogni caso, prevedere un buon impatto del loro "Have You Seen My Prefrontal Cortex?" sul pubblico alternativo attuale, sulla scorta di una certa freschezza ben calibrata sui festival d'Oltreoceano della prossima estate. Per le prossime prove sarà però indispensabile fare piazza pulita di certe facilonerie (compreso quell'irritante e sempre presente oh-oh-oho), e cercare di dedicarsi agli spunti più ricercati, comunque presenti, evitando gli esibizionismi fini a sé stessi (come nella "regressione" di "Race Car Driving").

(17/06/2010)



  • Tracklist

1. Alligator Bop
2. We Don't Need Our Heads
3. Vampires In Love
4. Great Fun
5. Bring Back Breakfast
6. Race CAr Driving
7. Meet Me At The Mall, Bring Your Swim Trunks
8. I Will Gobble You Up!
9. Learn To Share
10. Bycicles In Sleep Cycles
11. A Few Screws Loose
12. Sleeping On The Train
13. Moving In Slow

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