Anais Mitchell

Hadestown

2010 (Righteous Babe) | folk-opera

Il mito di Orfeo ed Euridice è noto più o meno a tutti: la storia si dispiega fra le corde di una lira suadente e la tragica separazione dei due amanti, l'uno (Orfeo) di ritorno nel mondo dei viventi, l'altra (Euridice) confinata nell'Ade. Posto il fatto che la storia sia un saggio laterale sull'ispirazione musicale, il mito greco è stato a sua volta fonte e musa ispiratrice di numerose opere d'arte. L'ultima in ordine di tempo (che conosciamo) è la folk-opera "Hadestown" di Anais Mitchell, cantautrice del Vermont classe 1981, al terzo album in uscita, secondo per la scuderia Righteous Babe di Ani Difranco.
Il territorio è quello della madrina (soprattutto degli anni 2000), il folk elegante di una chitarra acustica suonata da una mano sottile unita all'atemporalità di strumenti acustici (pianoforte, violino, banjo, fiati) che si muovono fra swing, jazz e country, e testi modestamente poetici cantati con un timbro vocale singolare, infantile, quasi aneddotico, da raccontare agli amici (fra Joanna Newsom e Bianca delle Cocorosie).

"Hadestown" nasce come un musical teatrale interpretato da attori del Vermont (il direttore Ben Matchstick, l'arrangiatore Michael Chorney e il produttore Todd Sickafoose), per cui Anais Mitchell scrive tutte le canzoni e i testi dando vita a un corposo lavoro drammatico e corale che ambienta il mito di Orfeo ed Euridice in una città occidentale moderna.
Nella nostra visione l'Ade è il Pese dei Balocchi nel quale siamo convinti di vivere, dove fame e povertà vengono respinte via grazie a un muro di separazione. L'Ade è il mondo dei morti che vive mangiando e ignorando l'al di là del muro, il mondo dei vivi, dove, per paradosso, si muore di fame e di virtù (la musica di Orfeo).

C'è la crisi economica, c'è Obama, ci sono le guerre per le materie prime, ci sono le difficoltà degli artisti, ma niente di tutto questo viene mai citato esplicitamente. La giovane cantautrice del Vermont offre un quadro contemporaneo che se fosse stato visto nell'Ottocento sarebbe stato commentato con un "che futuro apocalittico ci aspetta". Già: Anais interpreta la crisi culturale/morale che stiamo vivendo attraverso le caselle narrative di un mito greco e le riempie di elementi negativi che ruotano attorno a idee di base, l'amore/l'odio, la fame/l'abbondanza, l'inclusione/la separazione. Il finale è noto, scordiamoci il lieto fine.
Ciononostante, la durezza dei temi si scioglie fin dal primo ascolto lungo il percorso dell'album, perché le canzoni sono di bella fattura pop, i suoni e gli arrangiamenti per molti strumenti danno varietà all'ascolto, e le diverse voci coinvolte scandiscono la storia.

C'è l'Ade interpretato da Greg Brown (voce cavernosa ma quasi paterna "Hey Little Songbird"), Euridice è Anais (commuovente in "Flowers"), Orfeo è Justin Vernon o Bon Iver (vedi la dolcezza di "Epic 1 e 2"), l'amico Ermes (interpretato da Ben Knox Miller dei The Low Anthem) li accompagna in alcuni episodi (il migliore: il vaudeville "Way Down Hadestown") e lo stesso fa Ani Difranco con Persefone (meravigliosa in "Our Lady From The Underground"). Ci sono poi le tre gemelle dell'Ade che rappresentano la voce del popolo ricalcando lo stile leggero swing e sbarazzino delle Andrews Sisters o delle più moderne Puppini Sisters (la nostra favorita "When The Chips Are Down").

Ottoni, pianoforte, ragtime, chitarra acustica, banjo, archi, campioni di rumori cittadini, tradizione americana, country, jazz, gospel, musical. Anais riesce a creare un'opera folk-pop-da camera puntuale, creativa, convincente, pur nelle immediate referenze di genere e nell'abbondanza di materiale (lungo le 20 tracce dell'album, almeno una decina sono bellissime canzoni, altre sono "riempitivi" di scena).
Ci piace, ci costringe a mettere in pausa la corsa quotidiana e a riservare quasi un'ora di tempo all'ascolto da cima a fondo, per poi chiedersi qual è il famoso traguardo della corsa se non nella città dell'Ade. Se il lieto fine non è lieto, almeno che lo sia il percorso!

(21/06/2010)

  • Tracklist
  1. Wedding Song - Justin Vernon - Anais Mitchell
  2. Epic (part I) - Justin Vernon
  3. Way Down Hadestown - Ben Knox Miller, Ani DiFranco, Justin Vernon, Anais Mitchell & The Chorus
  4. Songbird Intro (instrumental)
  5. Hey, Little Songbird - Greg Brown, Anais Mitchell
  6. Gone, I'm Gone - Anais Mitchell, The Haden Triplets
  7. When The Chips Are Down - The Haden Triplets
  8. Wait For Me - Ben Knox Miller, Justin Vernon
  9. Why We Build The Wall - Greg Brown, Chorus
  10. Our Lady Of The Underground - Ani DiFranco, Chorus
  11. Flowers (Eurydice's song) - Anais Mitchell
  12. Nothing Changes - The Haden Triplets
  13. If It's True - Justin Vernon
  14. Papers (Hades finds out) (instrumental)
  15. How Long? - Ani DiFranco, Greg Brown
  16. Epic (part II) - Justin Vernon
  17. Lover's Desire (instrumental)
  18. His Kiss, The Riot - Greg Brown
  19. Doubt Comes In Justin Vernon - Anais Mitchell
  20. I Raise My Cup To Him - Anais Mitchell, Ani DiFranco
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