I mitici Bardo Pond non mollano la presa e ritornano, a quattro anni di distanza da “Ticket Crystals”, ma ricordando la loro prolificità con compilation di eterogenea (e discutibile) natura, con un disco omonimo. Album con due pregi: il crescendo di 21 minuti di “Undone”, l’unica vera giustificazione dell’intera opera e una delle loro migliori incursioni nel raga-rock; la rapidità con cui l’ascoltatore scopre i difetti della loro tarda parte di carriera (il canto di Sollenberger, sempre più sorvolabile, le chitarre dei Gibbons, ombra di una tribute band dei Soundgarden, il doom-drone, la rivoluzione degli anni 90 da loro stessi portata avanti, ridotto a revisionismo timoroso). Primo disco dopo la rottura con la ATP Recordings.
24/01/2011
I Bardo Pond di nuovo sullo scaffale, con ripescaggi dal periodo Matador
L'opera che segna a fuoco gli anni 90 come un nuovo decennio di scorribande cosmiche
Il nuovo album della storica formazione space-rock ripiega su un chirurgico revival
Ennesimo tentativo per la tenace band dei fratelli Gibbons
Un ritorno alle origini in chiave jam-rock per la band dei fratelli Gibbons
Il mare quale punto di incontro per due virtuose sperimentatrici elettroacustiche
Un disco di alt-country moderno che unisce calore melodico e tinte crepuscolari
La nuova tappa, più intima e contemplativa, della band del produttore delle star
l debutto del trio romano, tra macchine autocostruite, registrazioni di campo e melodie sussurrate
La popstar tedesca trova finalmente la quadra grazie a un tuffo profondo nell'universo sonoro hyperpop
Songwriting robusto e dream-pop che guarda molto da vicino ai grandi del genere nell'esordio della band londinese
L'album dei ricordi dell'ex War On Drugs non sfugge ai cliché
Coerenza e immutata credibilità per un ritorno atteso quindici anni