Brandon Flowers

Flamingo

2010 (Island) | pop

"Ragazzi, ho una splendida notizia: intanto che eravamo in tour ho già scritto le canzoni per il nostro quarto album! Non è fantastico?". "Brandon senti, noi in realtà stavamo per dirti che ci siamo parlati e abbiamo deciso di riposarci per almeno un anno...". "Capisco, beh, il tour è stato molto lungo... Però mi sembra corretto dirvi che io non voglio aspettare per pubblicare queste mie canzoni, poi dai, mi conoscete, mi ci vedete a stare un anno senza far niente? Direi che se davvero voi vi riposate, le canzoni che ho scritto in tour usciranno a mio nome". "Fai pure, nessun problema, ci risentiamo più avanti quando abbiamo ricaricato le energie. In bocca al lupo intanto!".

Stando ai comunicati ufficiali, dev'essere andato più o meno così il dialogo tra Brandon Flowers e il resto dei Killers che ha portato l'artista di Las Vegas a entrare nel numeroso club dei leader di gruppi affermati che si concedono una parentesi solista senza per questo mettere in pericolo il futuro della band. La differenza tra questo e la stragrande maggioranza degli altri casi sta nel fatto che normalmente un leader si allontana dalla band per provare a fare qualcosa di diverso, mentre qui gli sforzi in fatto di songwriting profusi da Flowers erano rivolti invece a continuare il percorso artistico del proprio gruppo. Di conseguenza, chi si approccia all'ascolto di questo "Flamingo" deve farlo aspettandosi qualcosa che non si distanzi molto dai tre dischi già pubblicati dai Killers.
E poiché è proprio dal punto di vista dello stile compositivo che i Killers hanno cambiato pochissimo nel corso della loro carriera, è normale che il suddetto stile sia riflesso pienamente da questi nuovi brani. Solo chi non ha vissuto sul Pianeta Terra in questi ultimi anni non ha mai ascoltato almeno i quattro-cinque grandi successi di questa band, quindi è inutile dilungarsi in descrizioni che cerchino di far capire concretamente al lettore quale sia la tipologia di composizione che caratterizza l'opera di Flowers. Anche perché, piaccia o meno, il suo tocco melodico è sempre stato estremamente riconoscibile e anche qui lo è allo stesso modo che in passato.

Dove, invece, vi sono differenze, anche piuttosto evidenti, è nel suono: come i Killers nel corso dei dischi hanno puntato sempre più su una sfrontata pacchianeria, quasi a voler trovare una sincronia con la città da cui provengono, così Flowers veste queste canzoni in modo sobrio e senza mai dare l'impressione di voler andare scientemente fuori dalle righe. Non si spinge mai sull'acceleratore del ritmo, né della potenza; non c'è mai alcun tipo di stratificazione negli arrangiamenti, ma chitarra, basso, batteria e tastiera hanno linee sempre molto naturali, fresche e spontanee; l'impressione resta la medesima anche nell'accenno di coro gospel che caratterizza "On The Floor", proprio perché anch'esso non appare un arricchimento sovrabbondante. Questa sobrietà, comunque, non ha l'effetto collaterale di far apparire i brani tutti uguali: c'è anzi una buona varietà tra il tipico epos alla Killers ("Only The Young", il singolo "Crossfire"), momenti più introspettivi ("Playing With Fire") e altri maggiormente spensierati ("Was It Something I Said?", "Magdalena"); questa varietà riesce a essere discretamente efficace grazie sia all'impostazione dei diversi elementi del suono che all'intonazione del cantato.

Flowers ha anche saputo trattenersi dall'inserire nel disco un numero eccesivo di brani, almeno nell'edizione standard, fermandosi a dieci, in modo che la capacità di ogni singola canzone di svolgere il proprio compito di piacevole intrattenimento non venisse annacquata da una durata eccessiva. Diverso è il caso della deluxe edition, che comprende ben quattro canzoni in più, due delle quali rappresentano altrettante circospette escursioni nel synth-pop ("Jacksonville" e la conclusiva "Right Behind You"), e un'altra, "The Click Was Tickin'", è invece un'inaspettata strizzatina d'occhi a Bob Dylan. Qui è francamente difficile arrivare in fondo, non perché queste canzoni siano peggiori, ma proprio perché l'effetto intrattenitore perde necessariamente efficacia su una distanza così lunga. Basta comunque procurarsi solo l'edizione normale e il problema è risolto.
I Killers sono sempre stati un gruppo buono soprattutto per intrattenere divertendo, attraverso la giusta dose di adrenalina, e Brandon Flowers offre qui un diverso tipo di intrattenimento, molto più composto e rilassato, ma sempre piacevole, e che merita, quindi, un'ampia sufficienza.

(03/10/2010)



  • Tracklist
  1. Welcome To Fabulous Las Vegas
  2. Only The Young
  3. Hard Enough
  4. Jilted Lovers & Broken Hearts
  5. Playing With Fire
  6. Was It Something I Said?
  7. Magdalena
  8. Crossfire
  9. On The Floor
  10. Swallow It
  11. The Clock Was Tickin'*
  12. Jacksonville*
  13. I Came Here To Get Over You*
  14. Right Behind You*

 

* deluxe edition only

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