Eels

Tomorrow Morning

2010 (E Works) | alt-pop

Quando fioriscono gli alberi di Jacaranda, le colline di Los Angeles si rivestono di porpora. È l'annuncio di una nuova stagione, l'alba di un nuovo giorno che bussa alla porta. Persino a quella di un lupo solitario come Mark Oliver Everett.
Non l'aveva detto a nessuno, l'uomo chiamato E, eppure lo sapeva fin dall'inizio: "Hombre Lobo" e "End Times" non erano che i primi due capitoli di una vera e propria trilogia. Un affresco dedicato al cuore dell'uomo nelle sue più elementari esperienze: desiderio, perdita, speranza. Roba che solo uno come E potrebbe maneggiare in maniera credibile... Senza perdersi in dichiarazioni d'intenti, ha approfittato dell'effetto sorpresa e, nel giro di un anno e mezzo, ha realizzato un ciclo di album di cui solo ora, alla fine del percorso, si riesce a cogliere fino in fondo il respiro. Perché è con l'uscita dell'ultima parte del trittico, "Tomorrow Morning", che tutto assume una nuova prospettiva.

Ci pensa lo stesso E a tracciare il riassunto delle puntate precedenti: ""Hombre Lobo" è il prima, la fame che dà inizio a ogni cosa. "End Times" rappresenta il dopo, e come fare i conti con le conseguenze. "Tomorrow Morning" è lo sbocciare di una nuova possibilità, la speranza che giunge a compimento". Fin dal titolo, insomma, il nuovo disco degli Eels getta una luce diversa sui diretti predecessori: "L'accostamento a "Tomorrow Morning"", spiega sempre E, "cambia il significato del titolo di "End Times": come potrebbe essere davvero la fine se domani c'è un nuovo mattino?".
La sfida di "Tomorrow Morning" è semplice: realizzare un disco luminoso dalla prima all'ultima nota, a dispetto di chi è convinto che la profondità debba per forza coincidere con il tormento interiore. Per riuscire nell'impresa, E recupera il lato degli Eels più incline alle manipolazioni - quello di cui si sentiva maggiormente la mancanza negli ultimi lavori: giocattoli elettronici e drum machine, insomma, ma con il calore di una sorta di celebrazione della misteriosa essenza della vita.


Ecco allora il beat rotondo di "This Is Where It Gets Good" srotolarsi per oltre sei minuti tra scampoli di orchestrazioni e liquide punteggiature: il caro, vecchio Beck, stavolta, sembra aver voglia di fare un giro nello scantinato di Casiotone For The Painfully Alone per mettersi ad armeggiare con le sue tastiere. Tra le brevi illuminazioni strumentali che come al solito incorniciano il disco, gli ammiccamenti digitali di "Baby Loves Me" riportano alla memoria le divagazioni di E a nome MC Honky, mentre le ballate di stampo più canonico ("What I Have To Offer" su tutte) si trovano a galleggiare su un pulviscolo di suoni rimasti intrappolati nell'etere.
La felicità non ha niente di stucchevole, quando la brezza pop di "The Man" la riveste di ironia. L'amore non ha niente di lezioso, quando sul passo morbido di "Spectacular Girl" arriva a coincidere con un nuovo modo di guardare ogni cosa: "She sees the beauty in things we all miss". Ed il minuetto di "Oh So Lovely", con gli archi della "Tomorrow Morning Orchestra" a svaporare lungo i bordi, si apre alla gratitudine di un seme che germoglia.

Con al fianco ancora una volta i fidi Kool G Murder e Knuckles, E si abbandona persino a un gospel spiritato e liberatorio sulle note di "Looking Up". Non c'è la ricchezza di sfaccettature di "Blinking Lights And Other Revelations", certo, ma "Tomorrow Morning" si colloca comunque al vertice della nuova trilogia eelsiana, confermando il giudizio complessivo su un'opera dall'anima una e trina. Troppo facile liquidarla dicendo che sarebbe bastato un solo disco con i brani migliori del lotto: non perché i tre capitoli siano esenti da riempitivi (tutt'altro...), ma perché, a conti fatti, ogni episodio mostra una così profonda individualità da rendere impossibile pensare di poter racchiudere tutto in un'unica scatola.

Ogni nuovo giorno che inizia può essere il più grande, sussurra E nell'aria sospesa e carica di promessa di "The Morning". Alla fine, le voci dell'Amy Davies Choir che lo accompagnano in "Mystery Of Life" calano la spensieratezza un po' garrula dei Simon & Garfunkel di "Feelin' Groovy" nella realtà di chi ha guardato in faccia i propri fantasmi.
Qualcuno dice che in un viaggio non conti tanto la mèta, quanto la strada per raggiungerla: ma prima o poi arriva un momento in cui diventa chiaro che è proprio il punto d'arrivo a dare senso al cammino. "I went about my way, unsteady and afraid / How could I know I was headed for this day?". "I'm A Hummingbird" è il riverbero di un sospiro rapito dal vento, è l'ode soffusa di chi sa riconoscere la bellezza anche attraverso le lacrime. "It was all worth it / To be here now". Nulla è destinato ad andare perduto.

(03/09/2010)

  • Tracklist
  1. In Gratitude For This Magnificent Day
  2. I'm A Hummingbird
  3. The Morning
  4. Baby Loves Me
  5. Spectacular Girl
  6. What I Have To Offer
  7. This Is Where It Gets Good
  8. After The Earthquake
  9. Oh So Lovely
  10. The Man
  11. Looking Up
  12. That's Not Her Way
  13. I Like The Way This Is Going
  14. Mystery Of Life
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