Flying Lotus

Cosmogramma

2010 (Warp) | elettronica

Steve Ellison è un alchimista del groove, uno dei veri talenti dell'hip opera odierna. Un fuoriclasse del campionamento, cresciuto tra tonnellate di dischi e cascate di suoni provenienti da ogni angolo del pianeta, che cerca da quasi un decennio di ricalibrare l'estetica del ritmo, disponendo fin da ragazzino di un'innata inclinazione verso certo patchwork d'avanguardia. In tal senso, è davvero difficile descrivere appieno la sua musica, sempre densa di sovrapposizioni stilistiche, temporanea quietudine e brusche bordate. Penetrare nei suoi meandri è un po' come decollare all'interno di un "Loto Volante" che sorvola le ampie distese di New Orleans o del deserto caldo della natia California, sbalzando da una fioriera all'altra come una farfalla libera da qualsiasi circoscrizione.
 
Apparso ufficialmente nella prima metà degli anni Duemila, Ellison ha costantemente perfezionato la sua preziosa arte remixando a destra e a manca per Hyperdub,
Ghostly International, Big Dada. Coccolato da sempre dalla benemerita Warp, il nipotino di Alice Coltrane ha già ampiamente mostrato il proprio bagaglio tecnico nei suoi due precedenti lavori: l'ottimo "1983", ma soprattutto quel "Los Angeles" di un paio d'anni fa, da cui è apparso chiaro, più o meno a tutti, lo strampalato intento di sovvertire con pacatezza e disarmante maestria l'hip-hop dilatato e rivoltato dai signori della Stones Throw, confondendolo a più riprese con l'elettronica pensante dei pionieri Warp.

A dir poco accattivante, "Cosmogramma" è l'istantanea del cosmo sonoro generatosi nei neuroni dello stesso Ellison. Un disco terribilmente variegato in tutte le sue sfaccettature, e che trae linfa da un immaginario in apparenza frastagliato, ma sempre ben ancorato agli stilemi del jazz e della black music. L'attrattiva nasce, cresce e muore nel disincanto armonico e nella propulsione energica del campionamento ad effetto. Disarma la volontà del buon Steve di stendere frullando come un forsennato elementi isolati, muniti di una bassa miscibilità, assumendo talvolta sembianze e metodiche che spaziano dal Prefuse73 delle primissime tournée europee, fino a raggiungere l'Otis Jackson Jr. dei quintetti universali.


E così, l'instabilità ritmica che introduce "Clock Catcher" sembra suggerire una folle rincorsa contro il tempo, mentre un'arpa incerta e fracassata ondeggia tra le pause, squisitamente illusorie, delle lancette dell'orologio. La celerità dell'impatto cresce nel broken bass siderale di "Pickled!" e nella circolarità pulsante di "Nose Art", sorta di guerriglia pseudo-analogica al videogame. Mentre l'illusione cosmografica decolla nel binomio "Intro/ A Cosmic Drama/" "Zodiac Shit". Nel bel mezzo della faccenda, il moto digitale della galassia ellisoniana trova per pochi istanti il suo ipnotico asse di rotazione nelle grazie di un Thom Yorke formato berretto e laptop ("And The World Laughs With You").

Ma se c'è qualcosa che realmente disorienta in dischi come "Cosmogramma", è la quantità di idee strizzate nel secchio e condite con la classe di chi riesce a far vibrare l'anima armato di un banale metronomo e di sole tre note al piano, ripetute a mo' di cardiofrequenzimetro ("Mmmhmm").
Nel finale più roseo e pacato, "Recoiled" si sdoppia in due momenti, incastonati e sovrapposti dalla meccanica sincopata del cambio di un automobile, prima che "Table Tennis", resa viva dal canto smorzato di Laura Darlington, sprigioni con la dovuta eleganza liquidità elettronica e palline da ping pong alternate a un'acustica timidamente cosmica.

L'avvento di un must non è mai stato così rapido e spudorato.


(01/05/2010)

  • Tracklist
  1. Clock Catcher
  2. Pickled!
  3. Nose Art
  4. Intro/A Cosmic Drama
  5. Zodiac Shit
  6. Computer Face/Pure Being
  7. ...And The World Laughs With You (feat. Thom Yorke)
  8. Arkestry
  9. Mmmhmm (feat. Thundercat)
  10. Do The Astral Plane
  11. Satelllliiiiiteee
  12. German Haircut
  13. Recoiled
  14. Dance Of The Pseudo Nymph
  15. Drips/Auntie's Harp
  16. Table Tennis (feat. Laura Darlington)
  17. Galaxy in Janaki

 

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