Lloyd Miller & The Heliocentrics

Lloyd Miller & The Heliocentrics

2010 (Strut) | ethno jazz

Diavolo di un Malcolm Catto: ha fatto centro un'altra volta! Meno di tre anni fa la sua creatura Heliocentrics si rese protagonista con "Out There" di uno dei più brillanti esordi del nuovo millennio.Oggi Heliocentrics è sinonimo di buona musica, contaminazione, ma soprattutto di svecchiamento dei vecchi stilemi jazzistici, sapientemente riveduti e attualizzati.
Dopo le eccellenti recensioni raccolte da "Out There", ha iniziato la personale opera di redenzione di grandi vecchi misconosciuti o caduti nel dimenticatoio, ed il primo esperimento è avvenuto con gli etnicismi afro del musicista etiope Mulatu Astatke, una collaborazione che generato un imperdiibile capitolo della serie "Inspiration Information", ispirata sintesi di jazz world music.

Malcolm Catto oggi torna ad ergersi a paladino dei dimenticati, e come una sorta di novello Ry Cooder offre un'insperata chance a Lloyd Miller, etnomusicista e polistrumentista di grande esperienza: nato nel 1938 a Glendale, California (la stessa città che diede i natali a Captain Beefheart), ha vissuto per diversi anni in Iran, dove fra le altre cose si occupò di giornalismo, fece l'attore e arrivò persino a condurre uno dei varietà più seguiti nella terra dello Scià.
Dall'unione fra Heliocentrics e Miller scaturisce un superbo distillato di jazz contemporaneo e atmosfere mediorientali, straordinaria sintesi di due mondi che si fondono in maniera del tutto naturale, nel quale tutti i protagonisti danno il proprio meglio, setacciando i rispettivi background.

È il prodotto di una jam nella quale le strutture aperte tipiche delle improvvisazioni che resero grande il jazz, si contaminano con i suoni della vecchia Persia, gli odori del subcontinente indiano, i sapori dei paesi arabi, i loro misteri, la loro spiritualità, le loro danze, la loro tribalità.
C'è una traccia che si erge sulle altre, quella "Lloyd Lets Loose" intrisa di street poetry e free music, un episodio degno del miglior Frank Zappa, ma tutto il lavoro è pregno di un portentoso concentrato di ethno-jazz di rara compattezza.

Esotismi e virtuosismi, sitar che incrociano flauti, psichedelia da incantatori di serpenti (pregasi ascoltare "Bali Bronze"), visioni di Teheran, orchestrazioni inappuntabili, pianoforti che paiono leggeri come piume, the nel deserto, arrangiamenti rigogliosi quanto una foresta equatoriale, tramonti indimenticabili, persino lounge sopraffina.
Tutto questo e molto altro nella prova che sancisce l'ingresso ufficiale del collettivo Heliocentrics nella ristretta cerchia dei grandi del jazz contaminato contemporaneo. In lizza per la palma di miglior disco jazz e world dell'anno: temo li meriti entrambi.

(05/08/2010)

  • Tracklist
  1. Electricone
  2. Nava
  3. Pari Ruu
  4. Salendro
  5. Spirit Jazz
  6. Modality
  7. Rain Dance
  8. Lloyd Lets Loose
  9. Bali Bronze
  10. Latin
  11. Charhargah
  12. Sunda Sunset
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