Allora dopo la solita trafila di cd-r a tiratura carbonara, questo ancor non ben identificato personaggio francese arriva alla prima uscita in lp per Not Not Fun (e per chi sennò?), riuscendo a sfornare un lavoro finalmente compatto e godibile dall'inizio alla fine. Che musica fa High Wolf? Beh, il suono che fuoriesce dall'uso ossessivo dei loop, del battito quasi marziale della drum machine e dallo stridore psichedelico delle chitarre (campionate?) è una sorta di sorprendente visione degli ambienti di una foresta pluviale che s'appresta a essere divorata da un sole radioattivo.
C'è poco da scherzare, perché pezzi come "Solar System Is My God" o "Cloud Head" sono capaci di irradiare un senso di estraniamento, o meglio quasi di emarginazione, che fa spavento. Come se il "viaggio psichedelico" collettivo concepito negli anni 60 si fosse trasformato in un incubo di isolamento pseudo-naturalistico, in una nuova new age oscura e minacciosa, anziché sognate e consolatoria.
Ne volete una prova? Se riuscite a immergervi nel suono, meglio se ascoltato in cuffia o comunque a volume elevato, il liquame funk tribale (Gala Drop e Sun Araw hanno già fatto scuola?) di "Meeting Of The Three Seas", "Diego", e soprattutto della bellissima "Fire In My Bones" potrebbe indurre un senso di disagio e paranoia, materializzando immagini di soli neri, foreste piene di corpi bruciati e laghi colmi di pece arroventata. Insomma, questa è una musica da ascoltare in estate, in inverno e all'inferno.
Il mastering di "Ascension" è stato effettuato da Pete Swanson degli Yellow Swans. High Wolf è in rampa di lancio.
(07/08/2010)


