Michael Jackson

Michael

2010 (Epic) | pop

La realizzazione di un album postumo come questo comporta sempre pareri e sentimenti contrastanti, divisi tra l'indignazione per un'operazione così ostentatamente commerciale e il desiderio poter ascoltare qualche nuova canzone da chi, troppo presto, ha lasciato le scene... come se fosse ancora tra noi.
Giudichiamola allora, questa raccolta, proprio come se Michael Jackson fosse ancora qui. Certo non è correttissimo, si tratta pur sempre di brani più o meno incompleti, portati a termine da diversi produttori (scelti comunque da lui, tra cui il fidatissimo Teddy Riley), alcuni dei quali provenienti da session diverse disseminate negli ultimi sei anni. Il loro ascolto è tuttavia utile per farsi un'idea sullo stato in cui si trovasse l'artista Jackson nei suoi ultimi anni di vita, quali fossero le sue di idee, quanto fosse ispirato e dove volesse portare la sua musica ed è lampante che durante tutto questo tempo Jackson fosse stanco e ancora una volta fermo, incurante di apportare qualche novità alla sua proposta, qualcosa di fresco e nuovo che giustificasse i tanti anni di attesa (per quello dovremo forse aspettare la pubblicazione di altre registrazioni in compagnia di Will I Am!?).

Non è mai stato uno che seguiva le mode e che si divertiva a spiazzare con i suoi album, Jackson, non ne aveva bisogno, la sua fama era sempre tale che da sola bastava a giustificare il clima da evento che accompagnava ogni sua nuova uscita. Ma ormai che il suo nome non brillava più come un tempo forse avrebbe fatto meglio a non riposare sugli allori, evitando che il suo stile si cristallizzasse definitivamente tra due estremi: pezzi ballabili costruiti su beat sincopati e ansimanti, conditi da beatbox, urletti e vetri in frantumi, e ballate sempre più languide, melliflue e, soprattutto, in numero sovrabbondante. L'autobiografica "Breaking News" (ennesima invettiva contro i media), "Hollywood Tonight" e "Monster" (inutile poi collaborare col nome hot del momento se non se sfrutta subito la popolarità, a chi interessa un suo duetto con 50 Cent, adesso!?) fanno tutte parte della prima tipologia e per farle impallidire non è necessario tornare con la mente ai tempi di "Bad", ma quelli del già non eccelso "HIStory" (di cui sembrano scarti) sono più che sufficienti.

Sull'altro versante, quello lento, tocca sorbirsi l'infantile buonismo di "Hold My Hand" (il nome non più hot, in questo caso, è quello di Akon prima della riabilitazione Guetta), l'immancabile ballad a tinte gospel, "Keep Your Head Up" e quella che è, a tutti gli effetti, il suo testamento musicale, una solo discreta "Best Of Joy". Strappo alla regola (per l'album in questione, ma non per le sue abitudini) è il pezzo rock "(I Can't Make It) Another Day": se un tempo, a coadiuvarlo per brani del genere, c'erano Eddie Van Halen e, in seguito, il più fedele Slash, qualche anno fa toccò a Lenny Kravitz entrare in studio con lui per energizzare il suo lato più aggressivo; c'è poco da aggiungere, un simile anticlimax si spiega da solo.

Tutto da buttare allora? Non proprio, visto che a fine album arrivano, come un salvagente a cui aggrapparsi, i due pezzi migliori, una rivisitazione di "Behind The Mask" (Yellow Magic Orchestra), che aggiunge sax e atmosfere future-disco alla sua rodata formula dance, e una sobria ballata acustica, "Much Too Soon"... niente di eccezionale ma guarda caso, quasi a ribadire il concetto, si tratta di brani i cui demo originari risalivano alle session di "Thriller" e la differenza tra la bontà melodica di questi pezzi (seppur a suo tempo accantonati) e tutti gli altri brani è decisamente sensibile.
Chissà, se Michael Jackson fosse stato ancora in vita forse questi pezzi non avrebbero mai visto la luce, forse sarebbero rimasti per sempre incompleti tra i suoi archivi. C'è da sperarlo, tuttavia l'ennesima mancanza di nuovi spunti (fosse stato uno solo ma che facesse almeno intuire che, rielaborato per bene, potesse dar vita a qualcosa di indimenticabile) è davvero desolante.

(09/12/2010)



  • Tracklist
  1. Hold My Hand (duet with Akon)
  2. Hollywood Tonight
  3. Keep Your Head Up
  4. (I Like) The Way You Love Me
  5. Monster (featuring 50 Cent)
  6. Best Of Joy
  7. Breaking News
  8. (I Can't Make It) Another Day (feat. Lenny Kravitz)
  9. Behind The Mask
  10. Much Too Soon
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