John & Jehn

Time For The Devil

2010 (Na´ve) | new new wave

Pare che l'etichetta francese Naive sia seriamente intenzionata ad aggiudicarsi l'annuale partita di risiko avente come scopo la conquista dei nomi più accattivanti del panorama synth-wave europeo. Dopo l'escursione in terra albionica per strappare un contratto ai We Have Band, è ora la volta di un patinato duo transalpino, da qualche anno anch'esso di stanza a Londra: stiamo parlando di Nicolas Congé e di Camille Berthomier, alla seconda uscita sulla lunga distanza. Entrambi di bella presenza, entrambi musicalmente dotati dei migliori requisiti indie-fashion possibili, con annessi set fotografico finto scazzato e corposo background che dai Velvet Underground porta ai Joy Division.

Al giorno d'oggi, ancor più che in passato, è consigliabile non farsi veicolare (nel bene o nel male)  dal bel faccino di turno, oppure da riferimenti musicali più o meno ruffiani, quanto piuttosto dal coefficiente di personalità che la proposta in ascolto, ancorché non al massimo dell'originalità, è in grado di esibire. Già, perché i grattacapi per John & Jehn sono tutti qui. Non nel songwriting, sovente accettabile quando non buono, e neppure nella produzione, ben ordinata e secondo i crismi (Dave Bascombe, già al banco coi Depeche Mode di "Music For The Masses", coi plurimilionari Tears For Fears di "Songs From The Big Chair", e coi Suede di "Coming Up", è uno che sa il fatto suo): semmai a fregarli è la sensazione di un compito portato a termine senza prendere rischi,  senza uscite dal seminato della citazione "sicura".

Per farla breve, anche per il new waver incallito sarà dura accettare il fatto che "Oh My Love" non sia una bella canzone di Siouxsie Sioux, che l'unico dubbio dissimulato da "Time For The Devil" sia se la voce maschile tenti di imitare maggiormente Peter Murphy piuttosto che Iggy Pop (per quella femminile si veda sopra), ma anche che il trascinante incipit di "Shy" non appartenga a uno dei sussulti creativi a cui anche i New Order più recenti ci hanno abituato. Una dark music senza i caratteristici tormenti, un pop preoccupato di piacere compiacendo che fila via senza increspature (ma nemmeno vibrazioni), un disegno ben proporzionato con tutte le cosine al giusto posto. Un peccato per i tanti che preferiscono il corrispondente in carne e ossa.

(17/04/2010)



  • Tracklist
  1. Intro  
  2. Time For The Devil  
  3. Oh My Love  
  4. Shy  
  5. Vampire  
  6. And We Run  
  7. Prime Time  
  8. Down Our Streets  
  9. The Ghosts  
  10. Love Is Not Enough  
  11. Shades  
  12. London Town  
  13. O'dee  
  14. Outro
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