Johnny Flynn

Been Listening

2010 (Transgressive) | songwriter, folk

Non è facile saper ascoltare. Occorre cedere al silenzio. Occorre lasciar parlare la realtà. Lo sapeva bene il vecchio bluesman Blind Joe Taggart, che sulle note della sua "Been Listening All The Day" raccontava l'attesa del cielo per la preghiera del peccatore. È proprio a quella voce lontana che Johnny Flynn ha deciso di ispirarsi per il suo "Been Listening": un disco che suona fin dal titolo come un invito a trattenere il respiro per cogliere l'essenza delle cose. Perché il silenzio parla un linguaggio misterioso. "Will I listen? Will I pray?".

Vecchi libri, un paio di stivali, qualche scarno dipinto, un banjo, una tromba. L'America in una stanza. Vive in Inghilterra, Johnny Flynn, ma nella sua musica sembra riecheggiare lo spirito più profondo di quella congerie di suggestioni chiamata Americana: a rivelarlo basta la camera raffigurata nel booklet del suo nuovo disco, ingombra di oggetti che parlano di un passato mitico in cui affondare le radici.
Flynn è sempre stato un apolide: nato in Sudafrica e trapiantato fin da bambino in terra albionica, per registrare i suoi dischi è volato fino a Seattle insieme al produttore Ryan Hadlock, in uno studio realizzato all'interno di un vecchio granaio (dove non a caso è nato anche il primo Ep dei Fleet Foxes). Dopo le promesse dell'esordio ("A Larum", uscito nel 2008), "Been Listening" si presenta come la più autorevole delle conferme: le tinte si irrobustiscono, l'intreccio approfondisce ogni intuizione. E c'è già chi vorrebbe incasellarlo nella nuova scena folk d'Oltremanica, accanto a nomi come Noah And The Whale e Mumford & Sons: ma non servono accostamenti forzati per dare a "Been Listening" il posto che merita, tra le più brillanti opere cantautorali inglesi degli ultimi tempi.

Tra un fiorire di fiati e un pizzicare di mandolino, il singolo "Kentucky Pill" sfoggia uno slancio degno dei migliori Decemberists. A fare da bordone sono i Sussex Wit, che affiancano come in passato il songwriter britannico: una compagnia di musicisti legati da una lunga amicizia, nelle cui fila milita anche la sorella minore di Flynn, Lillie. I riflettori puntano soprattutto sul nuovo batterista del gruppo, David Beauchamp, capace di dare vita a ossature ritmiche dal coinvolgente vigore, a partire dal passo in levare di "Churlish May" ("reggae-folk", l'ha definita qualcuno). Ma le coloriture di fiati e archi che sostengono la voce densa di enfasi di Flynn sono altrettanto decisive nel dare ai brani la loro personalità.
Incalzata da un violoncello dal senso drammatico, "Barnacled Warship" mostra la guerra entrare sottopelle come un'incrostazione di violenza: "I think I'll fight a war, I don't know what for / But I'll learn when I've got my gun". Umori celtici e balcanici si mescolano nella danza dall'ascendenza antica di "Sweet William (Part II)" (sorta di seguito ideale del brano che dava il titolo all'Ep "Sweet William", uscito alla fine dello scorso anno), mentre la chitarra di Anna Calvi conduce "The Prizefighter And The Heiress" a trascolorare da tenue elegia a epopea western.

"If you ask me where I'm going / I'll tell you where I've been". È perchè sanno bene da dove vengono che le canzoni di Flynn non esitano sulla direzione da seguire. Anche quando il terreno è quello delle ballate più classiche, come nelle atmosfere alla Tom Brosseau di "Lost And Found", c'è un vigore corale che si innesta sull'ordito, offrendo nuovo impeto e consistenza.
Flynn porta il suo bagaglio di attore teatrale e aspirante poeta al servizio di un canzoniere dal carisma letterario. Si addentra nel groviglio di punti interrogativi del cuore, va in cerca del loro sbocco ultimo: "I've got a fistful of questions, not an answer to hand", canta in "Churlish May. "And the worst and best of all we knew / Stayed out to rust in the morning dew". Poi, sul valzer lieve di "The Water", la sua voce incontra quella di Laura Marling, inseguendo l'ombra dei duetti di Lee Hazlewood e Nancy Sinatra. L'acqua scorre come un silenzioso appello a prendere il largo, a seguire il fiume fino a dove l'orizzonte incontra l'azzurro del cielo. "I'm everywhere now, the way is a vow / To the wind of each breath by and by".

(13/09/2010)

  • Tracklist
  1. Kentucky Pill
  2. Lost And Found
  3. Churlish May
  4. Been Listening
  5. Barnacled Warship
  6. Sweet William (Part Two)
  7. The Water
  8. Howl
  9. Agnes
  10. Amazon Love
  11. The Prizefighter And The Heiress
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