Justin Currie

The Great War

2010 (Rykodisc) | rock-pop

La vitalità della musica scozzese nell’era del post-punk si manifestò non solo attraverso la grande creatività dei partecipanti al progetto Postcard, ma anche con una variegata esplosione di correnti stilistiche che passavano attraverso il soul, il jazz, il folk e anche il pop-rock.
Più vicini alla robusta e corposa scuola della musica americana, molti autori e gruppi ristrutturarono una visione musicale dai contorni classici e quasi mainstream senza cadere nel baratro della prevedibilità, anzi assorbendo sonorità roots e raccontando una generazione poco felice e labilmente confusa.
 
Malinconici come gli Smiths, armoniosi come i Buffalo Springfield, brillanti come i Byrds e ricchi di soul come gli Orange Juice, i Del Amitri alla maniera dei Counting Crows in America raggiunsero il successo con delle intelligenti e rimarchevoli canzoni dai confini folk-rock, grazie alla scrittura felice e ispirata del leader Justin Currie: l’eccellente “Waking Hours” ma anche i successivi “Change Everything” e “Twisted” non hanno perso il loro smalto pur col passar degli anni.
 
Sciolta la band nel 2002, dopo un dignitoso capitolo finale, Justin Currie ha affrontato i fantasmi dell’ispirazione perduta attraverso la nemesi acustica di “What Is Love For”, un oscuro e intenso album di canzoni intime e spirituali che ha riallacciato il legame col pubblico dei fan. Ora, “The Great War” restaura la linea sonora più congeniale e familiare dell’autore con la stessa dignità che ha accompagnato il suo passato.
 
Meno introspettivo e dal sound più robusto del predecessore, l’album vede la ricomparsa di una backing-band che dona i giusti confini e la necessaria grinta a episodi rimarchevoli e gioiosi come “Ready To Be” e “A Man With Nothing To Do”. Sempre ricchi di sensibilità e di intensità lirica, i testi rendono ancor più rimarchevoli le melodie comunque familiari dell’album.
Due episodi svettano sul resto dell’opera: “At Home Inside Of Me”, dal riff irresistibile e dalla robusta costruzione sonora, trascina l’ascoltatore verso il capolavoro dell’album “You'll Always Walk Alone”, una ballata pianistica coinvolgente e intensa che si candida come una delle migliori canzoni della sua carriera, quì Justin descrive con delicata malinconia le amarezze della vita matrimoniale e la dolorosa solitudine che accompagna ogni esistenza.
 
Il resto è un insieme armonico di gradevoli slow-song (“Baby, You Survived”), superbe intuizioni armoniche dai toni noir e delicatamente soul che rimandano al miglior Elvis Costello (“The Way That It Falls”) e episodi prevedibili ma mai banali (“Can't Let Go Of Her Now”, “Anywhere I'm Away From You”) tra i quali si insinuano due atipici episodi caratterizzati ora da contaminazioni elettroniche (“Everyone I Love”), ora da pulsioni minimalista e gotiche (“The Fight To Be Human”) che contribuiscono a rendere ancor più affascinante il ritorno di Justin Currie.

“The Great War” non è un album destinato a sconvolgere la stasi del rock moderno ma è un buon esempio di coerenza stilistica e classe compositiva, il tutto arricchito da un gruppo di belle canzoni capaci di andare oltre la prevedibilità del pop-rock.

(26/05/2010)



  • Tracklist
 1. A Man With Nothing To Do
 2. Anywhere I'm Away From You
 3. At Home Inside of Me
 4. You'll Always Walk Alone
 5. Can't Let Go Of Her Now
 6. The Fight To Be Human
 7. Ready To Be
 8. The Way That It Falls
 9. As Long As You Don't Come Back 
10. Everyone I Love
11. Baby, You Survived
Justin Currie su OndaRock
Recensioni

JUSTIN CURRIE

Lower Reaches

(2013 - Ignition)
Al terzo capitolo l'ex-Del Amitri centra il suo album più completo e affascinante

Justin Currie on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.