KT Tunstall

Tiger Suit

2010 (Relentless / Virgin) | pop

KT Tunstall non ha ancora trovato una collocazione né nel panorama musicale né nel mercato. Non abbastanza morbida - seppur non davvero aggressiva, una riot girl appena accennata nelle pose - per divenire starlette pop, troppo mainstream per inserirsi nel circuito alternativo. Non avendo trovato un singolo capace di replicare le vendite del tormentone "Black Horses & The Cherry Tree" s'è accontentata d'un pubblico medio-grande, cui offrire prodotti medi.

"Tiger Suit", distribuito con battage pubblicitario modestissimo, ma con l'opzione della confezione deluxe, sintetizza nella propria scaletta la sordina dell'operazione: due guizzi iniziali ("Uummannaq Song" e "Glamour Puss"), seguiti da riempitivi appena carini ("Push That Knot Away" si risolleva con un giro di basso stordente), quando non bruttini ("Difficulties") o già - ossia, troppo - sentiti ("Come On, Get In", forse frutto della tendenza in comune col connazionale Mark Knopfler - della cui "Imelda" "Madame Trudeaux" della Tunstall è una rivisitazione - a riprendere degli standard).

L'anomalia arriva con "Lost": una prima metà decisamente fiacca è seguita da un travolgente e inedito ingresso di backing vocals e tastiere. Il refrain ruffiano di "Fade Like A Shadow" e la gradevole ma poco radiofonica "(Still A) Weirdo" sono singoli poco accattivanti.

Il tutto cantato benissimo, arrangiato con inventiva e suonato con buona perizia; ma la confezione è troppo sbilanciata nel contorno: ossia fra il packaging cartonato, con citazioni poetiche, disegni dell'artista e foto rielaborate che ritraggono la Nostra in pose fra il sexy e il simpatico (con felpona a strisce orizzontali, il "vestito da tigre", à la Charlotte Gainsbourg) e il dvd, che somiglia alla canzone "Lost": inizio stucchevole, seconda parte più entusiasmante, fra onirici acquarelli animati e il compiacimento per le registrazioni negli Hansa Studios di Berlino "di" David Bowie (infatti forse citato in "The Entertainer", a metà fra la "Cracked Actor" di Ziggy e la "One More Matinée" del sopracitato Mark Knopfler).

Il disco, già non robustissimo, è sminuito da cotanta grandeur. E la delicatezza della veste è smentita a parole dalla non proprio necessaria inventiva anti-fighette "Glamour Puss" (che è però uno dei punti più divertenti dell'album), ma non trova riscontro nei fatti. Il modello dichiarato è PJ Harvey, ma forse per un comunque legittimo timore di non esserne un clone e forse perché l'attitudine è altra, non c'è l'intenzione di riprenderne la follia distruttrice e disturbante.

(14/02/2011)

  • Tracklist
1. Uummannaq Song
2. Glamour Puss
3. Push That Knot Away
4. Difficulty
5. Fade Like A Shadow
6. Lost
7. Golden Frames
8. Come On, Get In
9. (Still A) Weirdo
10. Madame Trudeaux
11. The Entertainer
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