OndaRock



1. Pedals
2. Brittany's Back
3. This Blood Is Our Own
4. Summer Dust
5. Blue Angel
6. Heart To Tell
7. Anthophobia
8. Horophones
9. Wilmont
10. This Room



LOVE LANGUAGE

Libraries
(Merge) 2010
folk-pop, pop
Già dal titolo si intuisce il carattere archivistico di questa uscita, dal dichiarato intento di adunare le impressioni di un sentimento, fino ad arrivare al tentativo enciclopedico di darne una codifica, un'interpretazione univoca. "Libraries", sophomore del gruppo americano The Love Language (emanazione del frontman Stuart McLamb), condivide pregi e difetti di questa impostazione: pur in possesso di una sua freschezza, derivante in gran parte dall'approccio springsteeniano di incontenibile vitalità (l'iniziale "Pedals", su tutte, ma anche in "Summer Dust"), non arriva a più di uno sforzo utile a un archivio di canzoni compite, ma mai veramente pregnanti.

Rimane comunque una collezione di diverse modalità espressive, dal teso jangle-country corale di "Brittany's Back" allo scherzo di un minuto e mezzo della ballata sixties della finale "This Room", senza veri guizzi nelle soluzioni (banali ad esempio nel riverbero di "Wilmont" e nella melodia di "Anthophobia") ma con un certo istinto per questi motivetti beatlesiani, rimaneggiati su ritmiche anni 80 ("Heart To Tell", "Horophones") e riproposti con fervore folk.
A caratterizzare "Libraries" è però una netta sensazione di inconsistenza, ingenerata soprattutto dalle composizioni fin troppo scolastiche dei Nostri. Con gli ascolti pare più che altro di trovarsi davanti a un bignami, più che a un archivio di più ampio respiro: la smodata grandiosità del crooning di "This Blood Is Our Own" richiama - bizzarramente per una band come i Love Language - le immensità teatrali di sentimenti bacharachiani, senza riuscire a riprodurne la classe.

Mai totalmente sgradevole, "Libraries" rimane un disco dal buon gusto musicale, ma non di più, nobilitata da scelte di produzione spectoriane, controcorrente rispetto agli impliciti diktat attuali. Alla fine vien da pensare, come direbbe Will Sheff: "You've got taste/ What a waste that it's all that you have".

(03/12/2010)