Lower Dens

Twin Hand Movement

2010 (Gnomonsong) | dark-wave

Jana Hunter è tornata. Questo è il primo dato di fatto di questa uscita a nome Lower Dens: la protetta di Devendra Banhart e della sua etichetta, la Gnomonsong, non è scomparsa, come sembrava. La sua ultima comunicazione dal suo antro texano, in cui ha composto i suoi dischi solisti di stregonerie freak-folk, era datata 2007: da quel momento si è spostata in quel di Baltimora e ha messo insieme una band, che ora la accompagna in fascinose, ombrose digressioni.
Pur nell'appeal immutato della sua voce ruvida, che suggerisce qui un sabba urbano di movenze e rituali sfuggenti, indecifrabili, il cambio di riferimenti appare chiaro fin dalle prime battute - i primi Cure o gli Echo & The Bunnymen riappariranno per tutto il disco. Spettri dark-wave volteggiano così, spaesati, nell'atmosfera rarefatta del presente: non è chiara del tutto l'ambientazione di questo "Twin Hands Movement".

Prodotto da quel satanasso di Coady, già al mixer per "Teen Dream" dei Beach House, l'esordio dei Lower Dens potrebbe forse richiamare le danze ipogee, obnubilanti dei Woods più d'atmosfera. E' un gioco di specchi quello che si crea tra Jana Hunter e l'ascoltatore, in cui la cantautrice texana attira lentamente verso fastose profondità, fatte di spiraleggianti escursioni chitarristiche ("A Dog's Dick"). E' in questa estetica riverberante, che strizza l'occhio allo shoegaze, che il gruppo pare trovare il suo habitat, tanto che la voce umana pare venire trascesa dalla strumentazione, o venire a farne parte - fino  a scomparire del tutto, in una complice amnesia, nelle lascive e purificanti immolazioni di "Holy Water".
E' un sogno accerchiante, che ricorda i Cocteau Twins più oscuri, quello di "Plastic & Powder", un vivido sonnambulare nelle stanze scarsamente illuminate del subconscio: pare impossibile distogliere lo sguardo. Pieno di inganni e sotterfugi è anche il singolo, "Hospice Gates", arrancante stratagemma che dissolve la propria leggiadria nell'implosione slabbrata dell'accompagnamento.

Eppure, con la fine del disco, l'incantesimo si spezza. Rimane, più che altro, un pugno di suggestioni (per quanto intense) di questo "Twin Hand Movement": un viaggio iniziato con un bagaglio di aspirazioni e speranze, terminato spogli, con la sensazione ondivaga di essere stati soddisfatti e buggerati allo stesso tempo.

(26/07/2010)



  • Tracklist
1. Blue & Silver
2. Tea Lights
3. A Dog's Dick
4. Holy Water
5. I Get Nervous
6. Completely Golden
7. Plastic & Powder
8. Rosie
9. Truss Me
10. Hospice Gates
11. Two Cocks
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