Lugano Fell è il nuovo moniker del britannico James Taylor, già in coppia con Dave Brown negli Swayzak (pionieri della minimal house alla fine dei 90), e debutta su lunga distanza nel novembre 2010 con “Slice Repair”.
Anche in “Slice Repair” sussiste un programma di riduzione del beat, qui sostituito con carezze elettroacustiche, ma diversamente dal gruppo madre s’impone una tecnica mista stratificata di inserti industriali subliminali.
Dal punto di vista compositivo, Taylor fa collimare tre metodi: brevi imitazioni naturalistiche (“Cuniculaire”, “Malpenza”, e “Preform Naple”, cui va la palma di schizofrenia), meditazioni post-rock (“Slope” e “Vallory”), e caos statico (i tredici minuti di “Two Hundred Clocks And A Metre”, “Hofnah” e “Machine Buffalo”).
La tecnica prevale sullo stile (e finisce per maltrattarlo), con una compiacente volontà di trascendere i generi, e una pletora di spunti che impressionano (almeno nella quantità). Risultato della fusione di due cd-r incisi tra 2008 e 2009.
(02/03/2011)


