Melvins

The Bride Screamed Murder

2010 (Ipecac) | hard-rock, grunge

Ci eravamo lasciati con i Melvins due anni fa con il ben fatto "Nude With Boots", oggi i pionieri del proto-grunge ritornano con il nuovo "The Bride Screamed Murder" sempre per la lungimirante Ipecac di Mike Patton.

Il loro continua ad essere un vibrante hard-rock sintonizzato sulle stesse corde che resero celebri Black Sabbath e Led Zeppelin. Dopo le schitarrate free form e le grida d'assalto che caratterizzano l'iniziale "The Water Glass", incontriamo subito i cinque minuti più convincenti del disco: "Evil New War Good" piazza senza esitazioni quei riff granitici che sono il vero e proprio trademark della band capitanata da King Buzzo Osbourne, con un solo finale di batteria al solito fortemente debitore nei confronti del Bonham di "Moby Dick".

Anche nelle successive sabbathiane "Pig House" e "I'll Finish You Off" sono i poco originali riff, le potenti distorsioni elettriche e le strabilianti rullate di batteria a far da padrone, e così sarà per tutto il resto dell'album.
Il risultato finale concede poco o nulla all'orecchiabilità, giusto l'incipit di "Electric Flower" o il folle divertissement pianistico nel finale di "Hospital Up".
Non dispiace la virata proto-punk di "Inhumanity And Death" (ma se ascoltate bene con attenzione un po' di grunge di mezzo c'è sempre...), al contrario le ultime due tracce ("My Generation" e i tralasciabili sei minuti di "P.G. x 3") si dilungano un po' troppo, dimostrandosi dei malriusciti riempitivi.

Superconfermata la line-up rodata già nei due precedenti lavori, con Buzzo Osbourne (cantante e chitarrista) a fare da frontman per i compagni di scuderia Dale Crover (batteria), Jared Warren (basso) e Coady Willis (batteria). Un originale combo formato da due voci e due batterie che potenzialmente potrebbe sperimentare nuove strade musicali, ma che invece si perde in una formula trita e ritrita, ancorata a vecchie, polverose certezze.
Questo è il maggior difetto della band, ma rovesciando la medaglia, anche il maggior pregio, tanto da far assurgere i Melvins allo status di puri e duri dell'hard-grunge, mai disponibili al compromesso in quasi trent'anni di onorata e coerente carriera.

Niente compromessi mainstream alla Pearl Jam o furberie unplugged alla Nirvana/Alice In Chains, né tantomeno indecisioni sciolgo/riformo alla Soundgarden, il loro approccio, semmai, è sempre stato più prossimo a quello dei Mudhoney di Mark Arm.
"The Bride Screamed Murder" resta comunque un lavoro riuscito a metà, del resto dopo tre decenni di suoni sempre uguali a se stessi, ci sta che qualche volta manchino spunti tali da poter raggiungere la sufficienza.

(11/05/2010)

  • Tracklist
  1. The Water Glass
  2. Evil New War God
  3. Pig House
  4. I'll Finish You Off
  5. Electric Flower
  6. Hospital Up
  7. Inhumanity and Death
  8. My Generation
  9. P.G. x 3
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