Posies

Blood / Candy

2010 (Ryko) | pop-rock

Il ritorno dei Posies è una salutare boccata di aria fresca per il pop-rock americano, nella quale la graffiante rilettura dell’Inghilterra post-Beatles e le inflessioni surf e psichedeliche del gruppo garantiscono una buona sequenza di vivaci ed essenziali popsong.
Jon Auer e Ken Stringfellows, i due leader storici del gruppo, sembravano aspirare al titolo di Hall & Oates dell’indie-pop, ma la continua frammentazione progettuale ha spinto verso l’oblio il gruppo, nonostante l’entusiasmo di critici e fans e alcuni album pregevoli come “Frosting On The Beater” e “Dear 23” (due album che ancora godono di uno status di culto).
 
Al pari delgli Xtc, i Posies sono artefici di un perfect-pop capace di ricevere stimoli variegati e amalgamarli in una forma volatile e mai futile.
Il nuovo album “Blood/Candy” denuncia già nel doppio titolo una anima duplice e bivalente: pop leggero e radiofonico, con ospiti illustri, nella prima metà dell’album, ambiziose architetture dai toni barocchi ed eleganti nel resto delle tracce.
In verità, la prima parte dell’album sembra scorrere senza emozioni notevoli: la sola “Glittering Prize” cattura subito l’attenzione, rinnovando i fasti del pop Rem-oriented con un trascinante suono on the road e un flusso melodico e ritmico coinvolgente e passionale.
I Posies osano ancora innaffiare il pop con ironia, evocando I Queen di “Bohemian Rhapsody” e gli Electric Light Orchestra nel patchwork leggermente provocatorio di “Licenses To Hide” (con Lisa Lobsinger dei Broken Social Scene).

L’iniziale “Plastic Paperbacks” non brilla particolarmente e il contributo vocale di Hugh Cornwell degli Stranglers risulta del tutto inutile, la melodia non trova sbocco e finisce per perdersi in soluzioni sonore estetiche; ma si tratta dell’unico momento debole del disco. “Take Care Of Yourself “ e ”Cleopatra Street” strappano più di un sorriso e conservano un discreto fascino citazionista con arrangiamenti mai eccessivi.
“Blood/Candy”, non è un album privo di elementi di novità per i Posies, e anche se Brian Wilson e Alex Chilton restano i punti di partenza per il loro sound, in verità l’eccessivo amore per i Beach Boys non sempre convince; e se “Enewetak” supera con fascino lo scoglio della leziosità, incrociando l’arte del country-rock, “So Caroline” (una citazione di “Caroline No”) resta al palo e non entusiasma.
Spetta a “For The Ashes”, ballata pianistica ricca di sonorità sixties, elevare di nuovo il corpo lirico dell’album sfidando la prevedibilità del pop melanconico: il brano apre le porte alla più innovativa e interessante traccia dell’album “Accidental Architecture”, un pop barocco e variopinto, dalle continue frammentazioni armoniche, che accantona il tono frizzante per soluzioni più ardite che rimandano alla carriera solista di Ken Stringfellows, il gruppo racconta un immaginario incontro tra Leonard Bernstein e Brian Wilson, e il frutto generato è un trionfo dell’immaginazione.
 
Una sequenza di brani pregevoli riequilibra l’insieme dell’album, donando luce nuova anche alle canzoni iniziali; notevole “She's Coming Down Again!”, un pop-rock dal riff memorabile e dalle trascinanti soluzioni armoniche, entusiasmante “Notion 99” - una celebrazione della psichedelia americana che incrocia Byrds, Blue Oyster Cult e Rem - pop-soul irresistibile per “Holiday Hours”, elegante e originale ballata mid-tempo con soluzioni acustico-vocali pregevoli e avventurose, che riecheggiano le prime avventure sonore degli Scritti Politti.
“Blood/Candy” è un album destinato a soddisfare i vecchi fans del gruppo, ma il destino dei Posies sembra quello di restare una cult-band come gli Squeeze: un vero peccato, soprattutto perché il loro settimo album è il più completo e vario mai realizzato e “For The Ashes” una delle canzoni destinate a far parte di ogni compilation delle migliori popsong dell’anno. 

(06/11/2010)



  • Tracklist
  1. Plastic Paperbacks
  2. The Glitter Prize
  3. Licenses To Hide
  4. So Caroline
  5. Take Care Of Yourself
  6. Cleopatra Street
  7. For The Ashes
  8. Accidental Architecture
  9. She's Coming Down Again!
  10. Notion 99
  11. Holiday Hours
  12. Enewetak
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