Quasi

American Gong

2010 (Kill Rock Stars) | alt-rock

Risuonerà o meno il gong dei Quasi, scacciando lo spettro del dimenticatoio che li scruta imperterrito da un ramo rinsecchito? Difficile dirlo, lo è addirittura capire se a Sam Coomes e soci la cosa interessi sul serio, in fin dei conti. Impegnati, chi più chi meno, in collaborazioni di un certo spessore (gli altri due membri attuali della band suonano regolarmente coi Jicks di Stephen Malkmus, mentre Coomes appare nei credits di parecchi dischi dei Built To Spill), avvistati di rado suonare al di fuori delle mura di casa (Portland, Oregon), i Quasi del successo forse non si curano. Rimane solo la voglia di suonare insieme, probabilmente, una volta scemate la verve e l'ispirazione musicale dei primi lavori ("Field Studies" e "Featuring ‘Birds", in particolare) e passata di moda l'invettiva politica che aveva spinto Coomes a scrivere parole di fuoco contro la terza Guerra del Golfo (in "Hot Shit!", del 2003).

Il risultato, si potrà intuire, è un disco tutto sommato insapore, rianimato solo a tratti da qualche rumorosa jam delle loro ("Bye Bye Blackbird") e da polverosi riffoni blues da singalong sudaticcio (nella buona "Rockabilly Party"). Pericoloso per Coomes addentrarsi nella ballata beatlesiana, sollevando zaffate di stantio come in "Everything And Nothing At All", un pezzo che ci si sarebbe aspettati in un disco solista di Liam Gallagher. Prove di crooning per la stanca "Laissez Le Bon Temps Rouler", altro piano-bar di una certa (purtroppo evidente) pochezza compositiva.
Ci pensa la johnstoniana simpatia lo-fi di "Little White Horse" a ripristinare un po' le aspettative al di sopra del livello di guardia, incoraggiata dall'apertura trasudante alt-rock a stelle e strisce di "Repulsion". In entrambe le tracce è in primo piano il contributo del basso di Joanna Bolme.

Si aggiunge poi una "The Jig Is Up", ennesimo riempitivo, storiella acustica addirittura svogliata dal punto di vista lirico ("We kick through the shards/ Of the white plastic domes of the moneymen"). "American Gong" si riconferma altalenante con la già più convincente "Black Dogs & Bubbles", funerea, dilaniante confessione di disagio ("Black dogs and bubbles always grasping at some straw/ Eyes always fixed on some strange shore/ Always reaching out for what just can't be had/ Always fall in love with what makes you sad").

Per tirare le somme, di "American Gong" si può dire, purtroppo, che raggiunge il non facile obiettivo di suonare disomogeneo e prevedibile allo stesso tempo. Si spera comunque che, pur in occasione di un'uscita perlomeno interlocutoria, ci sia spazio per un minimo di quel riconoscimento che la carriera dei Quasi senza alcun dubbio merita.

(02/03/2010)



  • Tracklist
1. Repulsion
2. Little White Horse
3. Everything And Nothing At All
4. Bye Bye Blackbird
5. The Jig Is Up
6. Black Dogs and Bubbles
7. Death Is Not The End
8. Rockabilly Party
9. Now What
10. Laissez Les Bon Temps Rouler
11. Howler
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