Robyn

Body Talk Pt.2

2010 (Konichiwa / Interscope) | dance-pop

Dovrà pure esserci qualcosa nel pop targato Robyn per far sì che la stampa specializzata, a ogni sua nuova uscita, si lanci in lodi sperticate come se si trovasse davanti alla massima espressione della musica di alto consumo. Sarà forse perché lei è un personaggio con pochi grilli per la testa o perché è il primo caso di popstar di successo a essere completamente indipendente e autoprodotta (e che, a differenza delle altre, mette la sua musica davvero al di sopra di ogni altro aspetto), oppure per quella voce che, quando vuole, sa ricordare Kate Bush... Eppure, nelle sue canzoni viene spesso difficile scorgere qualcosa che riesca ad andare oltre la piacevolezza e la leggerezza melodica, qualcosa che giustifichi tanta riverenza.
Certo, nell'attuale panorama pop, perso tra le sue carnevalate o i suoi abbozzi melodici arrampicati sui beat più tamarri, la proposta di Robyn spicca e meriterebbe persino più visibilità (ma appunto non c'è una major alle spalle...), tuttavia i suoi pezzi fanno l'effetto di una bibita dolce sotto il solleone, inizialmente rinfrescano, ma lasciano presto a bocca asciutta.

Non fa eccezione questo "Body Talk Pt.2" che arriva, come promesso, a tre mesi esatti dal primo capitolo e che ripropone senza troppe novità quanto già ampiamente espresso nei suoi lavori precedenti. Rispetto a "Body Talk Pt.1" vi è però una sostanziale differenza che va a giustificare, parzialmente, la suddivisione del progetto in diversi Ep; stavolta l'album è molto più omogeneo e si dedica prevalentemente a un unico genere: un pop danzereccio, scintillante e a tinte electro, ma dal retrogusto alquanto zuccheroso, ben rappresentato dal nuovo singolo "Hang With Me" (già edita nella prima parte sotto forma di ballata).

Più coesione e meno cadute clamorose, insomma, ma anche meno punti forti, tutto scorre via troppo liscio e convenzionale, anche quando nella seconda parte cerca di mescolare un po' le carte. In "We Dance To The Beat" si tenta la fascinazione Kraftwerk ma il brano impallidisce persino a cospetto della sua recente "Don't Fucking Tell Me What To Do" e non brilla nemmeno la contaminazione hip-hop in "Criminal Intent"; hip-hop che curiosamente non è in primo piano nella collaborazione con Snoop Dogg, "U Should Know Better", canzone sboccata e banalotta, ma che almeno sa strappare un sorriso.

L'unico vero scossone arriva a fine album e solo perché anche stavolta Robyn decide di chiudere il lavoro con un altro lento completamente slegato dal resto (diventerà, remixato, il prossimo singolo estratto dal capitolo numero tre?): "Indestructible" è infatti una sontuosa ballata accompagnata da un quartetto d'archi, qualcosa di molto simile a quanto tentato dai Depeche Mode ai tempi di "Songs Of Faith And Devotion". E sì, ascolti una voce così e verrebbe quasi voglia di perdonarle tante leggerezze, di portarla alle stelle, ma qualcuno dovrà pur cadere nella banalità di ricordare che non è tutto oro quello che luccica.

(04/09/2010)



  • Tracklist
  1. In My Eyes
  2. Include Me Out
  3. Hang With Me
  4. Love Kills
  5. We Dance To The Beat
  6. Criminal Intent
  7. U Should Know Better feat. Snoop Doog
  8. Indestructible (acoustic version)
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