Sharon Jones & The Dap-Kings

I Learned The Hard Way

2010 (Daptone) | soul, funk

Ecco un graditissimo ritorno di cui davvero si sentiva fin troppo la mancanza. Ce ne siamo accorti soltanto in tempi relativamente recenti, ma Sharon Jones è sulla scena da anni, le sue prime sparute pubblicazioni su singolo datano infatti anni Novanta e i poco fortunati esordi risalgono a più di un decennio abbondante prima. A partire però dagli ultimi due rilucenti long playing (ovvero “Naturally”, del 2005 e, soprattutto, l’imperdibile “100 Days, 100 Nights”, del 2007, entrambi marchiati Daptone) la viscerale cantante di Augusta (Georgia) ha iniziato a raccogliere i frutti di una popolarità solo intravista negli anni precedenti.

La bellezza del nuovo disco è tutta giocata anche stavolta sull’involucro sontuoso di arrangiamenti dal tocco sapientemente retrò, cesellati con gusto e rara fantasia compositiva dalla sublime backin’ band The Dap-Kings: attorno alla voce sacrale della sibilla Sharon viene infatti edificato un tempio votivo di fiati, infiorescenze corali ed elegantissimi contrappunti blues nei quali la nostra eroina snocciola con voce calda, nitida e squillante i propri disillusi epigrammi, a tempo di soul-r’n’b, su  miserie umane conosciute e studiate in tutta la loro cruda verità nella prigione di Rickers Island, nella quale la cantante afroamericana ha per lungo tempo lavorato come guardia carceraria.

Rimbalzando tra il più classico codice motowniano (“She Ain’t A Child No More”, “Better Things To Do” o “Give It Back”) e l’estetica incorrotta di una musica soul riattinta in tutto il suo fulgore mitico (“The Reason” o “I’ll Still Be True”) l’album forse non riesce (anzi: non vuole) modificare di una minima virgola la forma e il contenuto inviolabili della tradizione, eppure, come davvero pochi altri artisti oggi, la Jones riesce a far risuonare in tutta la sua tuonante e arcaica potenza quello stesso Verbo senza tempo, intrecciando una salmodia tesa e vibrante di corpo e pensiero, tra Ella, Aretha e Tina, e attaccandoci poi sopra la carne spessa e sanguinante di una vita goduta sino in fondo, in tutto il suo bellissimo dramma.
Un inchino alla regina.

(04/06/2010)

  • Tracklist
  1. The game gets old
  2. I learned the hard way
  3. Better things
  4. Give it back
  5. Money
  6. The reason
  7. Window shopping
  8. She ain’t a child no more
  9. I’ll still be true
  10. Without a heart
  11. If you call
  12. Mama don’t like my man

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