Attivi dal 1996, gli austriaci Sofa Surfers arrivano con “Blindside” al loro settimo lavoro in studio. La loro lenticolare ragnatela sonora fatta di decostruzioni elettroniche, dub cerebrale e hypno-rock psichedelico, all’incrocio di Tv On The Radio e Massive Attack, Nine Inch Nails e Living Colour, A.R.Kane e algidi paesaggi concettuali neo-kraut, conferma la propria solidità anche nelle nove tracce che sostanziano il nuovissimo lavoro. La maggiore forza della band risiede soprattutto nell’intreccio assai suggestivo di trame vocali intrise di sensuosa e torrida blackness e lunghe progressioni strumentali dall’implacabile rigore quasi math-prog sulle quali vanno a stagliarsi ardite campiture elettroniche ricche di scalfitture e dettagli cromatici elusivi e sfuggenti.
Così al respiro denso e pulsante del mantra hip-hop metropolitano della bellissima “Hardwire”, si affiancano i fuochi post-hard destrutturati di “Playing The Game” o di “Gutcut/ U.D.H.W.” (fino al funk metal sinistro di “100 Days”), per arrivare alla matematica post-rock con sporcature jazz astratte di “Deserter”, in odore quasi di Tortoise o June Of '44. Una proposta colta e sottile, quella dell’ensemble austriaco, come racchiusa in una cellula galleggiante di introspezione meditativa e demoniaci esorcismi, che sa incantare col suo incedere ipnotico e inesorabile. (11/04/2009)


