Squeeze

Spot The Difference

2010 (Love) | post-pop

Non ho argomenti per convincervi dell'utilità di un'operazione come “Spot The Difference”, nuovo-non-nuovo album degli Squeeze, i due geni del pop Chris Difford e Glenn Tilbrook hanno senz’altro esautorato parte della loro creatività e questa ennesima antologia, mascherata dalla piacevole trovata della auto-cover-version, non convincerà altri che i loro fans.

Ma nonostante le premesse, “Spot The Difference” è qualcosa più di un gioco: la mancanza di vere differenze tra gli originali e le nuove versioni è il vero trionfo stilistico dell’album, poiché sarebbe stato molto semplice stravolgere o rileggere i loro successi con quella maturità che spesso rende noiosi e bolsi i vecchi protagonisti del rock.
Se Sting nel suo ultimo album “Simphonicities” cerca di rendere più nobile il pop dei Police per consolare un pubblico cresciuto (male, n.d.r.) con la sua musica, gli Squeeze invece remano contro la nostalgia, riproponendo la stessa verve e la stessa ingenuità del trascinante pop’n’roll di “Is That Love”, “Take Me I’m Yours” e “Slap & Tickle”, con quel pizzico di grinta in più che il bassista John Bentley introduce per sopperire alla differenza tecnica del membro originario Harry Kakoulli.

Pochi dettagli, come la voce più roca di Chris Difford, la chitarra rovente di ”Another Nail In My Heart”, la verve jazz-soul di alcuni passaggi di “Black Coffee In Bed” (una delle migliori new version) e la timbrica più incisiva del piano in “Labelled With Love” sono schegge che rendono tutto più familiare. E non stupisca il vigore che la meno nota “Some Fantastic Place” acquista all’interno della sequenza.
Il vero torto che gli Squeeze hanno subito è il disinteresse per la loro ultima produzione, comunque ricca di perle pop come “Loving You Tonight” unico brano non eseguito dalla voce originale, ovvero Paul Carrack, che per fortuna partecipa a “Tempted” con tutta la sua robusta timbrica pop-soul.
 
Un disco come “Spot The Difference” è sostanzialmente oggetto di culto per fan, ecco perché la versione doppia con un album live registrato al mitico Fillmore è non solo preferibile ma anche più interessante.
Superiore alle aspettative, “Live At The filmmore” è grintoso, vivace, ricco di ottime performance vocali e strumentali. La perfezione esecutiva tipica del pop dal vivo è accompagnata da una verve atipica, inoltre il repertorio è funzionale alla logica del concerto senza cadere nella funzione di ennesimo greatest hits.
“When The Hangover Strikes”, unica ballad del repertorio, evidenzia la maturità della band trasformandosi in un delizioso pop-blues, mentre “Black Coffee In Bed”, “It’s So Dirty” e “Hope Feel Down” scaldano il pubblico e rinnovano il mito di una delle migliori coppie di compositori pop della storia del rock inglese: Difford & Tilbrook.

(15/12/2010)



  • Tracklist
  1. Another Nail In My Heart
  2. Black Coffee In Bed
  3. Cool For Cats 
  4. Goodbye Girl 
  5. Hourglass 
  6. Is That Love 
  7. Labelled With Love 
  8. Loving You Tonight )
  9. Pulling Mussels (From The Shell)
  10. Slap & Tickle
  11. Some Fantastic Place
  12. Take Me I’m Yours
  13. Tempted
  14. Up The Junction


Live At Fillmore

 

  1. Take Me I'm Yours
  2. Annie Get Your Gun
  3. Black Coffee In Bed
  4. When The Hangover Strikes
  5. Loving You Tonight
  6. If It's Love
  7. It's So Dirty
  8. Goodbye Girl
  9. Hope Fell Down
  10. If I Didn't Love You
  11. Brand New, Never Played
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