Stars

The Five Ghosts

2010 (Vagrant) | alt-pop

Tornano gli Stars, e il loro synth/indie-pop saturo di agrodolce canadesità. Che nel loro caso (e in molti altri) significa un connubio di opposti: semplicità e barocchismo, enfasi e pacatezza, adolescenza e maturità.

Partiamo dal fondo. Al centro di "The Five Ghosts" rimane quel romanticismo da banchi del liceo (cuoricini, storie da grandi, feste che finiscono a mezzanotte) che animava gli album precedenti e il loro inno "Your Ex-Lover Is Dead". E che dà la carica ai tre pezzi forti "Dead Hearts", "Wasted Daylight", "Fixed": le voci tenui, candide, uniscono curiosità e timidezza; i timbri limpidi ma energici sono un misto di purezza e irruenza. La lente impiegata è però adulta, e cambia la luminosità in nostalgia. A risaltare è un ricordo idealizzato del romanticismo che fu, dove la tenerezza prende il posto del batticuore e si fa avanti un'ombra appena percepibile di disincanto. I suoni sono soffusi, ovattati; le chitarre avvolte di riverbero. La stessa baldanza synth-pop di pezzi come "We Don't Want Your Body" e "The Passenger" è costantemente appannata da una malinconia ostentatamente "indie".
Le altre opposizioni si muovono sugli stessi binari. Gli Stars ci tengono a mantenere i pezzi sui toni spontanei di una quotidianità cuore/amore, ma abbondano in ricami manieristici e pennellate di melassa. Lasciano emergere volentieri l'anima epica dei loro compari Arcade Fire, che riveste di violini folk la caramellosa "Changes" e sostiene il crescendo organistico/corale di "He Dreams He's Awake"; più che la leggerezza festante, però, sembrano riprenderne la teatralità tardo-U2.

Niente di negativo in questo, perché digerita la stucchevolezza di base i pezzi funzionano. E convince, in particolare, il definitivo amalgamento nel sound della band di quel velo shoegaze da sempre presente. Wall of sound di chitarre, synth dal suono sbavato, voce flautata con vaghi echi di Kate Bush - la formula potrebbe ricordare il synth-gaze di Garbage, Ladytron, School Of Seven Bells, ma la fusione con le zuccherosità orchestrali del sound canadese dà agli Stars una grinta del tutto diversa e personale. Da sconsigliare ai diabetici.

(09/09/2010)

  • Tracklist
  1. Dead Hearts
  2. Wasted Daylight
  3. I Died So I Could Haunt You
  4. Fixed
  5. We Don't Want Your Body
  6. He Dreams He's Awake
  7. Changes
  8. The Passenger
  9. The Last Song Ever Written
  10. How Much More
  11. Winter Bones
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