Testbild!

Aquatint

2010 (Friendly Noise / Folkwit) | waterproof music, alt-pop

Un'esperienza sensoriale, un'immersione fisica in un suono liquido e cristallino, una sequenza di suoni fluttuanti e impalpabili come l’acqua: “Aquatint” quinto album degli svedesi Testbild! non è il solito album di gradevoli e delicate canzoni, ma un corpo fluttuante che accoglie pensieri ed emozioni in libertà.
Musica che a volte sembra a fuoco e a volte evanescente, suoni acustici e intrighi elettronici che si inseguono formando un insieme organico multiforme.
 
Come Louis Philippe, i Testbild! usano l’avanguardia e la ricerca per elaborare tessuti vocali e sonori che trascendono i limiti della musica pop, pur restando nei tre minuti di suoni e parole, il cui intreccio si rivela fondamentale per donare una insana omogeneità all’album, che rasenta la prevedibilità senza mai raggiungerla.
Sono atmosfere solari alla Beach Boys vestite di un candore autunnale floydiano, pervase da brezze primaverili con sfumature elettroniche alla Broadcast e raccolte in sonorità sperimentali glaciali e raffinate come l’inverno di un quadro giapponese.
I Testbild raccolgono immagini ed emozioni tra appunti svogliati presi su un quaderno, storie dove Godard cammina a braccetto con Lars Von Trier, armonie che Brian Wilson non riuscirebbe ad elaborare senza l’uso di acidi,  fotografie che sposano il surrealismo di Man Ray e l’arte di Henry Cartier-Bresson.
Tutti gli strumenti sprigionano suoni che hanno le caratteristiche cristalline dell’acqua, organetti vintage, chitarre twangin’ con accenni di rock’n’roll navigano nelle suggestioni acquatiche di dobro, campanellini e banjo celebrano in “Lighthouse Glow” un ibrido tra Santo & Johnny e Little Richard.

Pur restando “Aquatint” un corpo sonoro organico e duttile che assimila ogni contrasto, non mancano brani che elevano verso la perfezione pop: eccelle “Solid Food Invented By Tigers”, che ondeggia sul folk psichedelico alla Linda Perhacs con ipnotiche contaminazioni Canterbury e immersioni nel lounge-pop degli High Llamas.
Identiche peculiarità per “All Of The Fishes”, un pop anni 60 con allusioni al twee-pop, il tutto rimodellato con uno swing quasi danceable e un beffardo aspetto plastico amabilmente artefatto che dà quasi la sensazione di fare surf in una vasca da bagno restando asciutti.
La complessità armonica di “Aquatint” è celata in ogni frammento sonoro: la title track pulsa e vibra tra rock e psichedelia senza trovare una definitiva soluzione, “Damp Meteorograph” è prog-rock arrangiato da George Gershwin mentre pesci esotici e meduse studiano danza, il flavour messicano di “Garnet Brand Land” muta verso un jazz leggero con sonorità inedite.
È un insieme vario e ambizioso immerso nelle asperità soniche,  è un calarsi nelle profondità marine di “Sunset Through A Drinking Glass”, è un passeggiare tra i resti di un antico relitto in fondo al mare “The Bathysphere” non privo di pericoli e creature incantevoli, mentre il crepitio del legno turba le acque melmose che diventano cristalline, scoprendo uno scrigno di suoni e voci che affoga la realtà e fa trionfare la fantasia in “Cell”.
 
La genialità del gruppo svedese non conosce l’aridità della musica contemporanea, ma ristabilisce un giusto tasso d’umidità con gocce di genio “Drop” che producono i cerchi nell’acqua di “Rippling Icicle” e si infettano di romanticismo in “Drowning, Breathing”, asciugando le emozioni superflue, mentre un pianoforte suona celato nelle profondità marine.
Non va dimenticato il contributo alla realizzazione di "Aquatint" di Louis Philippe: le tessiture vocali e le atmosfere jazz di “Soup And Fog” sono frutto di simbiosi stilistiche col musicista francese, un incontro che presto troverà sbocco in un progetto più organico dal titolo “Ocean Tango”, le cui atmosfere sono anticipate da “Monochrome Kaleidoscope”, un valzer da musical anni 50 con delizie acustiche ed estrosità vocali che vanno dal doo-wop allo swing.
L’atmosfera sembra rilassarsi tra interludi acustici (“Beneath Transparent Felt”), ballate romaniche dal romanticismo limpido (“A Ship Directed”) e stridii elettronici che rimbombano nelle acque sempre più limpide della musica dei Testbild, con parole spennellate su glockenspiel e campanellini “The Submarine”.
Ma le sorprese non sono finite, poiché l’inattesa scrittura a più mani coi mitici Hepburns regala un finale (“My Brother The Submariner”) che fa impallidire gran parte del pop inglese degli ultimi anni.

“Aquatint” è puro genio, un progetto ambizioso ma mai pretenzioso, che grazie alla Folkwit esce adesso dal limbo in cui era celato. Le 300 copie realizzate nel 2009 per la Friendly Noise rischiavano infatti di restare appannaggio di pochi fortunati, ma ora “Aquatint” è pronto ad affrontare la sfida alla mediocrità della produzione del secondo millennio e a superare la dimensione temporale della musica pop. Una pietra miliare.

(01/10/2010)



  • Tracklist
  1. Sunset Through a Drinking Glass
  2. Lighthouse Glow
  3. Rippling Icicle
  4. Solid Food Invented By Tigers
  5. Drop
  6. Soup And Fog
  7. Drowning, Breathing
  8. Disintergration In Daylight
  9. All Of The Fishes
  10. Aquatint
  11. The Bathysphere
  12. Damp Meteorograph
  13. Monochrome Kaleidoscope
  14. Four Images Of Salt
  15. Garnet Brand Land
  16. Beneath Transparent Felt
  17. A Ship Directed
  18. Cell
  19. The Submarine
  20. My Brother The Submariner
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