Warm Morning

Too Far From The Stars

2010 (Autoprodotto) | alt-pop

Non sono uno dei delicati binomi che proliferavano ai tempi dell'esplosione dell'ipotetico "new acoustic movement", non hanno una provenienza esotica, né tanto meno rappresentano uno dei tanti esempi di band indipendenti dalle velleità prossime allo show-business. Gli Warm Morning provengono da Piacenza e sono il frutto della genuina passione musicale dei fratelli Simone e Andrea Modicamore, attivi sotto questa denominazione ormai da otto anni, durante i quali hanno realizzato appena un album, "Feather", e qualche Ep, uno dei quali ("Silver Rain") nel 2007 ha avuto l'onore di essere pubblicato dalla Shelflife di Portland, vera e propria istituzione del pop di qualità.

 

Eppure Simone e Andrea hanno sempre continuato a mantenere un basso profilo artistico, proseguendo nella loro divertita ricerca di una formula sonora semplice e diretta, ispirata in particolare al pop degli anni 60 e 70, e scrivendo canzoni soltanto per il gusto di farlo e per assecondare un'ispirazione spontanea e assolutamente lontana da pressioni o esigenze di mercato.

Tali caratteristiche si fanno ancora più evidenti nel loro nuovo lavoro, "Too Far From The Stars", fin dalla scelta della sua iniziale autoproduzione in edizione limitata soltanto su vinile, che prelude a una diffusione parimenti ristretta attraverso piccole etichette in giro per il mondo, prima tra tutte l'indonesiana Shiny Happy Records, che a breve lo ripubblicherà con l'aggiunta di due brani esclusivi.

 

Intanto, gli undici brani compresi nell'edizione in vinile di "Too Far From The Stars" sono già più che sufficienti a confermare l'inclinazione degli Warm Morning per bozzetti melodici dalle tinte pastello, attraverso le quali omaggiano un pop fuori dal tempo, narrando con disarmante semplicità storie di vita quotidiana, ordinarie mancanze e delicate istantanee che immortalano luoghi, sentimenti e fenomeni atmosferici.

Non si tratta, tuttavia, di una raccolta di brani dimessi o monocordi, poiché l'indole pop di Simone e Andrea ammanta le loro canzoni di tonalità limpide e frizzanti, mentre la loro ambizione di confrontarsi con soluzioni sonore sempre diverse li conduce a un'articolazione strumentale non circoscritta alla classica formula voci-e-chitarra, ma capace di alternare malinconiche melodie pianistiche, linee di basso elettrico e un'ampia rassegna di arrangiamenti ariosi e misurati.


Rispetto al suo fortunato predecessore, "Too Far From The Stars" presenta infatti il suono dei Warm Morning piuttosto rinnovato e ispirato più all'easy listening degli anni 70 che non al pop venato di folk verso cui "Silver Rain" sembrava orientato. Sono gli arrangiamenti, curatissimi e puntuali, a fare la differenza: l'ascolto di brani come "Homeward Bound", "Goodbye My Friend", "Catch The Thrill", "The Liar", con le loro delicate armonie vocali, l'accompagnamento degli archi, le carezzevoli tastiere, riportano all'epoca d'oro dei grandi arrangiatori, dai fratelli Wilson (Brian e Dennis) a Bacharach, da Van Dyke Parks a Lee Hazlewood.

Fa anche piacere constatare, poi, come vengano fuori a tratti anche le radici autoctone della band. Ne è un esempio evidente l'arrangiamento di "Sleepy Again": come non assaporare, tra il piano e gli archi che si fondono mirabilmente, il gusto di Gino Paoli o della migliore Mina?

Il secondo lavoro dei fratelli Modicamore risulta così essere un ambizioso azzardo. Ma la scommessa viene vinta grazie alla solidità della scrittura: "I Curse The Day I Met You", che, con le sue vesti complesse e elaborate, si avvicina ai tardi Beatles, "Another Monday", che potrebbe essere un brano suonato su una Brionvega rossa in una pigra mattina dei primi anni settanta, "What A Nice Day", che attualizza gli insegnamenti dei Carpenters. Ogni canzone del duo della Val Tidone è un piccolo tassello che contribuisce a creare un puzzle sonoro particolarmente gradevole ed efficace.
Ed è piacevole il senso di gioiosa nostalgia che questi suoni provocano: basta chiudere gli occhi per lasciarsi trasportare in un passato oramai alquanto lontano, screziato dai vividi colori dell'innocenza e della spensieratezza (prima che gli anni di piombo e la "Milano da bere" cancellassero tutto).
Dai ripetuti ascolti di "Too Far From The Stars", quasi inevitabili considerata la sua freschezza e originalità, almeno per il nostro Paese, sorge spontaneo il pensiero che Andrea e Simone, in fondo, siano stati troppo modesti e che, in realtà, non siano poi così lontani dalle (loro) stelle.

(01/05/2010)

  • Tracklist
  1. (The End Of The Night)
  2. Homeward Bound
  3. Sleepy Again
  4. Catch The Thrill
  5. I'll Be Fine
  6. The Liar
  7. Good Bye My Friend
  8. What A Nice Day
  9. I Curse The Day I Met You
  10. Another Monday
  11. Different Tracks
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