Nati all’inizio del 2009 in quel di Pisa, i Watzlawick (Luca Cantini, voce; Luca Federighi, chitarra; Filippo Cosci, basso, voce, effetti; Vanni Anguillesi, batteria) propongono un acerbo ma quantomeno promettente mix di mathcore e post-rock.
“Prologue”, Ep d’esordio, stupisce non tanto per la qualità intrinseca delle composizioni (già indicative di un iter personale, ma ancora non del tutto calibrate), quanto per la qualità complessiva del sound. Raramente, infatti, mi è capitato di ascoltare un suono così compatto e potente in un lavoro autoprodotto. Un suono che nell'iniziale “Egoism” fa pensare a un incrocio tra Tool e Pearl Jam particolarmente aspri: il dialogo tra gli strumenti dimostra che la band ha lavorato tantissimo e, anche se qualche variazione sul tema non risulta essere all’altezza, la cosa passa in secondo piano.
Il delizioso, estatico arpeggiare della chitarra viene condotto in “Red Giant” attraverso vigorose mutazioni emocore, di lì a poco stemperate in piccole vertigini matematiche. Ci sento qualcosa dei Far (chi se li ricorda?), così come, poco dopo, in “Fade To Blue”, saranno gli Helmet a tornarmi in mente.
Solida e già piuttosto camaleontica, la sezione ritmica macina strutture solidissime, mentre la chitarra si permette anche il lusso di rilasciare, in “The Path”, feroci rasoiate post-metal, inorgogliendosi, poi, improvvisa, quasi fosse nella scia di Iceburn mirabolanti.
Fatta eccezione per la poco convincente “Before It’s Morning”, anche “Embrace” (furia+velocità) può a ragione essere considerata già un piccolo cavallo di battaglia di questa formazione che vi invito a tenere d’occhio.
11/02/2010