Wavves

King Of The Beach

2010 (Fat Possum) | pop-punk

Profondamente disillusi, annoiati, isolati dal mondo ma sempre on-line, sospinti da un pigro sentimento il cui agire porta al non agire, affranti da inadeguatezza e disgusto di sé. E per tutto ciò tendenti agli eccessi lasciando che casse di birra, ore di bighellonaggio tra skate e schitarrate portino a una irraggiungibile maturità.

È a questa classe di giovani che questo bizzarro personaggio che è Nathan Williams si rivolge, semplicemente perché anche lui non è altro che un nerd californiano ozioso, irruente e dallo spiccato tasso alcolico.

Ai più sarà noto forse per lo scempio al Primavera Sound Festival di Barcellona, quando, imbottito di alcool e Valium, crollò sul palco riuscendo come spesso accade in questi casi ad accrescere il clamore nei suoi confronti.

 

Sorge in effetti il ragionevole dubbio che il personaggio "spicchi" su quello che è il valore musicale in sé. Con questo non si vuole elevare questo ragazzo a simbolo generazionale, né tanto meno a fenomeno da baraccone, anche se entrambe le definizioni si avvicinano molto alla realtà. E non si vuole nemmeno sminuire il fenomeno Wavves a livello musicale. Ma indubbiamente le considerazioni musicali devono tener conto del loro valore estrinseco e (a)sociale, e il personaggio non può che restare collegato indissolubilmente alla musica, che pertanto finisce col diventare stile di vita, linguaggio comunicativo e forse moda.

E come accadde, con le dovute proporzioni, a gruppi come i Green Day, ci si chiede se quello che è un fenomeno circoscritto al panorama indie possa estendersi anche alla massa.

Anche in "King Of The Beach" la musica è vista come mezzo per evadere dalla realtà in un mondo altro in cui la sregolatezza dell'essere eterni ragazzini sia la normalità e non qualcosa da osservare con ribrezzo. Un mondo, o ugualmente una spiaggia soleggiata in cui l'unico must è divertirsi e nel quale anche chi nella vita reale è un inadatto/inutile e incompreso può finalmente emergere. E se il mondo è questo, Wavves ne è il re.

 

Emblematica a tal riguardo è l'iniziale "King Of The Beach", un irriverente surf-pop che strizza l'occhio a un power-pop estremamente sixties, come se Brian Wilson non fosse realmente mai passato di moda. E così, tra coretti, dissonanze noise, azzeccate stonature, distorsioni elettriche, rabbiosità punk, accelerazioni garage, ondeggiamenti brulicanti in salsa surf-rock ed escursioni elettroniche, le dodici schegge di "King Of The Beach" scorrono via che è un piacere, cosi come accadeva nel precedente "Wavvves".

Sono le infantili e fantasiose escursioni dalla realtà, fuggenti costruzioni mentali di una finta realtà nella quale costruire un eroi immaginari, nonostante una vita reale che significa derisione e non accettazione.

 

Il disco convince meno nei brani più lenti e tipicamente pop, tra divagazioni psichedeliche e semplici esperimenti elettronici, come nella quasi natalizia "When You Will Come".

Forse perché liricamente e stilisticamente il vero Wavves è quello del beffardo e ironico garage di "Post Acid", pezzo eloquente già dal titolo e nel quale Williams si rivolge alla miseria come a un'amica, chiedendole sarcasticamente aiuto nel momento del bisogno. "Take On The World" sono i Nirvana che duettano con i Pavement a bordo di tavole da surf. D'altro canto, gli stralunati e freakadelici drone di "Baseball Cards" e "Mickey Mouse" sono la dimostrazione che ora come ora un tocco di Animal Collective lo si trova praticamente ovunque. In "Convertible Balloon" si sentono invece molto gli ultimi Yeasayer, e non è detto che sia un bene. "Green Eyes" è probabilmente il pezzo più efficace del nuovo corso, sempre più hi-fi, tra riff killer ed estrema immediatezza melodica. Nella pulsante e rabbiosa "Linus Spacehead", troviamo ancora riferimenti ai Nirvana con un gran lavoro alle percussioni e una trascinante potenza sonora.

Anche in questo terzo album, Wavves si conferma quindi essere personaggio singolare e realtà interessante da seguire in tutti i sensi, sia che ci si riconosca nel suo modo di essere, tra lo scanzonato e lo pseudo-depresso, sia semplicemente per accompagnare in maniera vibrante e divertente queste assolate giornate estive. Promosso.  

 


(09/08/2010)

  • Tracklist
  1. King Of The Beach
  2. Super Soaker
  3. Idiot
  4. When Will You Come?
  5. Post Acid
  6. Take On The World
  7. Baseball Cards
  8. Convertible Balloon
  9. Green Eyes
  10. Mickey Mouse
  11. Linus Spacehead
  12. Baby Say Goodbye
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