Wyatt, Atzmon, Stephen

For The Ghost Within

2010 (Domino) | jazz-pop

Robert Wyatt non necessita certo di presentazioni, essendo una delle autentiche leggende della musica rock. Ma è anche un artista il filo conduttore della cui intera carriera può essere riassunto nel desiderio di fondere i linguaggi del jazz e del rock in maniera sempre nuova e non convenzionale (persino quando s'è manifestata qualche tentazione pop). Dunque non c'è assolutamente nulla di strano nel vederlo accanto al sassofonista, clarinettista e flautista (nonché scrittore) israeliano Gilad Atzmon e alla violinista Ros Stephen (già attiva nei Tango Siempre e qui impegnata nel suo Sigamos String Quartet) alle prese con un album, questo "For The Ghost Within", in cui standard jazz e inediti sono affiancati da riletture di brani pop.

Indubbiamente siamo alle prese con un lavoro di gran classe. Certo, ogni tanto i tre si lasciano prendere dal manierismo (gli standard "Laura", "Lush Life" e "What's New?" e l'ultra-classica "What A Wonderful World"), ma non mancano pezzi di assoluto valore. "Lullaby For Irena" (un inedito co-firmato dalla Stephen e da Alfreda Benge, moglie di Wyatt e già in passato autrice dei testi delle sue composizioni), per esempio, apre con un sax sinuoso e dagli accenti vagamente orientaleggianti che si scioglie in una malinconica melodia, supportata da una tessitura creata dagli archi, su cui Wyatt può liberare la propria preziosissima vocalità. Anche la title track (altro inedito, stavolta a firma Atzmon/Benge) si apre con il sassofono che intona una litania arabeggiante la quale cede subito il passo a una melodia avvolgente e sensuale intonata dalla vocalist Tali Atzmonís (cantante dotata di un registro potente e ipnotico al tempo stesso) e impreziosita dagli interventi di Atzmon al flauto e soprattutto da un finale "sospeso", all'insegna di lamenti da muezzin supportati da un sax ancora esotizzante. "Maryan" è un'altra gemma, tratta dall'album di Wyatt, "Shleep", mentre tra gli standard sono da incorniciare le riletture di "Round Midnight" (un classico di Thelonious Monk) e "In A Sentimental Mood", capolavoro di Duke Ellington.

Gli unici momenti veramente fuori fuoco sono "Where Are They Now?", nella quale spiccano parti rappate da Shadia Mansour, "Ramallah Undergroundís Stormtrap", un esperimento che appare quantomeno fuori luogo in un album del genere e la cover del brano degli Chic, "At Last I Am Free", decisamente scialba soprattutto se rapportata alla rilettura che Wyatt stesso ne fece per "Nothing Can Stop Us", raccolta di cover del 1982.
Insomma, un lavoro non imprescindibile ma sicuramente elegante, raffinato e in alcuni passaggi decisamente intelligente e intrigante, anche per via della vocalità unica di Wyatt, ancora in gran forma nonostante gli anni.

(10/11/2010)

  • Tracklist
  1. Laura
  2. Lullaby For Irene
  3. The Ghosts Within
  4. Where Are They Now
  5. Maryan
  6. Round Midnight
  7. Lush Life
  8. What's New
  9. In A Sentimental Mood
  10. At Last I Am Free
  11. What  A Wonderful World
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