Steve Wynn & The Miracle 3

Northern Aggression

2010 (Blue Rose) | alt-rock

Los Angeles, primi anni 80. Steve Wynn (voce e chitarra), Karl Precoda (chitarra), Kendra Smith (basso), Dennis Duck (batteria), quattro studenti del college, decisero di metter su una band. Scelsero il nome di Dream Syndicate e, dopo un primo, omonimo Ep, pubblicarono "The Days Of Wine And Roses", album che li impose definitivamente come la punta di diamante del "Paisley Underground", movimento musicale sviluppatosi proprio nella città degli angeli e che aveva il suo tratto caratteristico in un impasto di psichedelia e folk-rock, riaggiornato, ovviamente, all'era della new wave.
L'avventura durò quattro album, dopodiché il gruppo si sciolse. Wynn, tuttavia, non ha mai smesso di fare musica, mantenendo, peraltro, uno standard qualitativo estremamente elevato e, soprattutto, una coerenza e una "purezza" fuori dal comune. "Northern Aggression" è il suo undicesimo album solista di studio in altrettanti anni e il terzo (dopo "Static Transmission" del 2003 e "...Tick ...Tick ...Tick", uscito nel 2006) registrato con i Miracle 3, ovvero Jason Victor (chitarra), Dave Decastro (basso) e Linda Pitmon (batteria).

Il titolo del disco fa riferimento al modo in cui la guerra civile americana veniva chiamata dagli abitanti degli Stati collocati al di sotto della Mason-Dixon line, che, tracciata in origine per risolvere una controversia territoriale tra le colonie inglesi della Pennsylvania e del Maryland, divenne in seguito una sorta di simbolica linea di confine tra sudisti e nordisti. La scelta del titolo allude, simpaticamente, al fatto che l'album è stato registrato a Richmond, Virginia (uno degli Stati al di sotto della linea). Tutto qui: nessun concept particolare, dunque. Come ha dichiarato Wynn stesso, «questi siamo io e i Miracle 3 che facciamo ciò che sappiamo fare meglio», senza calcoli o premeditazioni di sorta: «parafrasando Ornette Coleman, questa è la nostra "Northern Aggression"».
E, in effetti, il sound del disco è energico e abrasivo, proprio come ci si aspetterebbe dal miglior Wynn. Attenzione, però: questo non significa che siamo di fronte a un album manierato. Il fatto che le sonorità che caratterizzano questo lavoro siano in linea con quanto Wynn ha realizzato in trent'anni di onorata carriera non vuol dire che le undici tracce qui raccolte suonino come una stanca ripetizione del suo passato. Il songwriter losangelino, al contrario, si dimostra in forma smagliante, e i pezzi da lui confezionati tradiscono ancora un approccio genuinamente passionale e vibrante alla composizione. In questo senso si parlava, all'inizio, di "purezza": Wynn è uno di quelli che si tengono orgogliosamente lontani dal modo patinato dello showbiz e da tentazioni commerciali. "Musica" e "compromesso", per l'ex Dream Syndicate, sono parole che non s'accordano.

"Northern Aggression" è un disco ricco, sfaccettato, una collection di autentici gioielli di cantautorato abrasivo, scomposto, in cui, come ai bei tempi, energia rock, passaggi folk, spunti new wave e crescendo lisergici vanno a braccetto, mantenendo sempre un miracoloso equilibrio tra le proporzioni. Nonostante l'approccio complessivo sia secco, diretto, la band non disdegna di lanciarsi in acide jam session: ascoltare, per credere, "Resolution", propulsa da battito asciutto e impreziosita da un ritornello incendiario, venato di feedback, la stonesiana "Colored Lights" e "On The Mend", che fa leva su un poderoso riff funky.
Accanto a queste tracce, si collocano le ballate. "Consider The Source", impregnata fino al midollo d'indolente fatalismo, è percorsa da un lento suono di organo da chiesa, "disturbato" dalla sei corde di Wynn, al solito impegnato in un fraseggio ossessivo, distorto. "The Death Of Donny B.", invece, deve il suo fascino a un incedere ipnotico e a un'atmosfera noir, mentre "St. Millwood", dal canto suo, è il pezzo più intimista della raccolta, un mid-tempo reso ancor più suggestivo dal controcanto tenue della Pitmon e dalle delicate rifiniture di una pedal steel mai zuccherosa.

L'anima più genuinamente rock'n'roll dell'album si manifesta, invece, in brani come "We Don't Talk About", possente e nervoso incrocio di funk-rock e country-rock (in cui, per altro, è particolarmente evidente l'influenza di Bob Dylan e Lou Reed, due dei numi tutelari del "Paisley Undeground"), "The Other Side" (che omaggia un altro riferimento dei Dream Syndicate, Neil Young) e "Ribbons And Chains" (che si colloca tra tra Reed e la premiata ditta Jagger/Richards). "No One Ever Drowns", invece, con le sue tastiere "orchestrali", il piglio ossessivo e il basso pompato, è il pezzo più new wave della raccolta.
Nonostante siano passati quasi trent'anni da "The Days Of Wine And Roses" e "Medicine Show", con "Northern Aggression" Steve Wynn dimostra di essere ancora perfettamente in palla. Roccioso e sfaccettato al tempo stesso, quest'album è l'ennesimo tassello di una discografia preziosa, conferma ulteriore del talento di uno dei più grandi (e forse un po' sottovalutati) songwriter della sua generazione.

(02/01/2011)

  • Tracklist
  1. Resolution
  2. We Don't Talk About It
  3. No One Ever Drowns
  4. Consider The Source
  5. Colored Lights
  6. The Dead Of Donny B
  7. The Other Side
  8. Cloud Splitter
  9. St. Millwood
  10. On The Mend
  11. Ribbons And Chains
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