Yeasayer

Odd Blood

2010 (Secretly Canadian) | synth-pop

Che bello, la frittata è fatta!
L'hype c'era tutto (vabbè, per quello che conta...), anche perché "All Hour Cymbals" i suoi consensi li aveva raccolti, anche se le esagerazioni non erano mancate. Bene, l'etno-pop artistoide di quel disco va a farsi benedire in questo "Odd Blood", lasciando il posto a una commistione quanto meno discutibile di pop e corpo sintetico. Magari, il lato etnico dell'operazione si insinua come un virus dentro questi ballabili retrofuturisti, ma il cambio di rotta è sostanziale, quasi che la band, volenterosa di darsi una veste nuova, abbia smarrito l'ispirazione.

Così, nel seguire l'incedere marziale di "The Children", si sviluppano idee circa una discendenza "Kid A" di quella voce filtrata, fantasma robotico e finanche grassoccio. Ma si tratta, in fondo, di uno stuzzichino per la mente, perché la verità, nuda e cruda, è che tutto il disco è calato dentro un'atmosfera smaccatamente eighties: suoni plasticosi, esuberanza radiosa ma snaturata da un mood paranoico, da un romanticismo riciclato ("I Remember"), preconfezionato.
Il singolo "Ambling Alp" raschia il fondo del barile di un Peter Gabriel in libera uscita, privo di sovrastrutture esistenziali: l'impatto, non lo nascondo, è azzeccato, ma gira e rigira, ti rendi conto che manca una visione, manca un orizzonte.

Inseriti o meno nel rigoglioso circolo del "pop corale", gli Yeasayer dicono la loro con i coretti e le luciccanze hi-tech di "Madder Red": un gioco di prospettive cangianti e di caramello spiraleggiante. Prendere o lasciare: dipende dalle situazioni. Non manca, ovviamente, il giro di perlustrazione nel magazzino del funk bianco: ossessivo e tendente al noioso in "Rome", balearico e smaccatamente innamorato della vita (ma di una vita fatta di falsi lustrini e di speranze destinate al macero) in "O.N.E".

Potremmo tirare in ballo discorsi sulla volontà di darsi un tono "fasullo", di vestire una maschera che non ci si può permettere etc. Ma, mi chiedo, perché privarsi di cose così rovinosamente fuori luogo e artificiose come "Love My Girl", dell'afro-electro tinto di soul e con tanto di sax singhiozzanti di "Mondegreen" e della fiaba della buona notte di "Grizelda" che, nel prendere il largo, non fa altro che continuare a desiderare di tornare ai nastri di partenza (ovvero, nel vortice della noia)?
In ogni caso, la copertina vale più del disco...

(07/02/2010)

  • Tracklist
  1. The Children
  2. Ambling Alp
  3. Madder Red
  4. I Remember
  5. O.N.E.
  6. Love Me Girl
  7. Rome
  8. Strange Reunions
  9. Mondegreen
  10. Grizelda
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