Andy Stott

We Stay Together

2011 (Modern Love) | techno

Accasatosi stabilmente nella vicina Manchester presso le oscure stanze della benemerita Modern Love, Andy Stott torna alla ribalta dopo aver trascorso dietro le quinte gran parte del suo tempo, tra produzioni altrui da intensificare in fase conclusiva e cabine di regia gestite con la passione del manipolatore sempre al di sopra delle parti, puntualmente distante dalle varie tendenze in atto. Del resto, chi conosce l'ambiente sa perfettamente di cosa sia capace Andy. Lui è l'uomo a cui rivolgersi in caso di estrema necessità. Il risolutore ultimo. Colui che opera in silenzio e che rende super anche le caccole maggiormente pressate.

Insomma, Andy non è un dj-producer qualunque. Ogni suo singolo è oro colato. Ogni sua performance è un'esperienza aliena, un susseguirsi assassino di sviluppi technoidi a dir poco androidi e poderose deflagrazioni. Tuttavia, Andy è ancora alla ricerca di un equilibrio possibile, che esuli da comode accelerazioni e casse dritte inserite alla meno peggio. Il suo obiettivo è essenzialmente semplice. Lo scopo è mordere e destabilizzare la piazza senza superare la soglia dei 100 bpm. Un traguardo prefissato in questi ultimi anni con la meticolosità del perfetto programmatore e l'intuito del campione.

Tagliati quindi tutti i ponti con "Mercilles", lodevole esordio del 2006, in "We Stay Together" Andy prova a inseguire queste sue nuove suggestioni techno-oriented, calando insolite implosioni ritmiche ben celate da uno strato percussivo irto di ruvide interferenze elettriche. Accade dunque che il cupo sfarfallio di risonanze magnetiche di "Submission" (traccia introduttiva completamente priva di sezione ritmica) serva solo a conciliare i timpani con la natura grezza e "superficiale" del contesto sonoro. L'impatto è docile e predispone con grazia alle sciamaniche ondulazioni di "Posers", seguite dal battito virulento di "Bad Wires", irta di oscillazioni armoniche capaci di sollevare dalla propria poltrona anche il più rispettabile dei culi secchi.

Ma l'evolversi supremo di tale decongestione percussiva trova il suo punto G nella pachidermica involuzione timbrica della title track, mescola frizzante di assordanti rotazioni e selvagge ripartizioni. Nel finale, il lento ribollire di "Cherry Eye" e la metallurgica "Cracked" lasciano ben più di un marchio infuocato al loro passaggio, versando dal magnete un fluire lemme e al contempo devastante di bassi profondissimi e soffi industriali. Quella di Andy è legna da essiccare e da bruciare con cura per tutto l'inverno.
Narcotizzati copiosamente da tale prova di forza, non ci resta che prendere alla lettera il suggerimento del buon Andy e unirsi alla sua musica. Tutti assieme, appassionatamente.

(03/12/2011)

  • Tracklist
  1. Submission
  2. Posers
  3. Bad Wires
  4. We Stay Together (Part One)
  5. Cherry Eye
  6. Cracked
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