Antlers

Burst Apart

2011 (Frenchkiss) | alt-rock, post-rock

Il progetto di Pete Silberman, gli Antlers, a neanche due anni dalla rivelazione di "Hospice", ritorna con "Burst Apart". Nelle parole degli stessi autori, si tratta di un disco più "democratico", in misura minore espressione personale del leader, un leader che ha ormai tramutato la sigla da personale moniker cantautorale (si vedano le iniziali "Uproot" e "In The Attic Of The Universe") a band vera e propria. Il risultato è un flirt con certa black music, che nelle mani della band diventa pretesto per rimodellare una volta di più il post-rock contemporaneo.

Ciò vale almeno per la prima parte, la più innovativa, quella nella quale viene espressa la presunta, potenziale transizione (ma non la più riuscita). Prova ne è il fantasma di ballata soul-pop Michael Jackson-iana di "French Exit", cullata da armonie elettroniche, e ancor di più la preghiera gospel di "I Don't Want Love", con corale di chitarre tintinnanti a far da controcanto. Più orientati ai ritmi, ma rallentati e sognanti (in pratica la loro risposta al trip-hop), sono "Parentheses" e "No Widows". "Rolled Together" trae le conclusioni facendo leva sul mantra soul delle voci e il mantra crepuscolare della chitarra, spostando l'attenzione ai twang galattici in stile Chris Isaak con tromba solenne.

La seconda parte rappresenta la vera continuità con il disco predecente, riportando pienamente il focus sull'atmosfera. A parte il magico lento di "Putting The Dog To Sleep" (uno sposalizio tra soul e Black Heart Procession), ciò vale soprattutto per l'elegia angelica di "Corsicana", il picco di melanconia, forse il brano che mancava a "Hospice". Non meno illanguidito è il canto gregoriano di "Hounds", impreziosito da un arrangiamento da Morricone (eco di gorgheggio acuto, strimpellio di clavicembali, tromba melanconica), dei Codeine finalmente ascesi in Paradiso.

La palette emotiva meno estesa rispetto al predecessore (sia nell'intero album che nelle singole canzoni) è compensata da un Cicci sempre più in visibilio, colto in un tour de force di effetti, echi e scie ambientali che rendono un significato di fuoriuscita dalla sociopatia di "Hospice". L'umore generale vede così la luce del post-depressione, ma è la generale eleganza, la sperimentazione diluita, l'espressione pianificata, e un canto comunicativo, a esaltare l'ascolto. Presentato live al SXSW Festival, due mesi prima dell'uscita (senza lo strumentale "Tiptoe").

(10/05/2011)

  • Tracklist
  1. I Don't Want Love
  2. French Exit
  3. Parentheses
  4. No Widows
  5. Rolled Together
  6. Every Night My Teeth Are Falling Out
  7. Tiptoe
  8. Hounds
  9. Corsicana
  10. Putting The Dog To Sleep
Peter Silberman su OndaRock
Recensioni

PETER SILBERMAN

Impermanence

(2017 - Transgressive)
Dopo un esordio dedicato alla malattia, il frontman degli Antlers trova la pace in un disco solista dedicato ..

ANTLERS

Familiars

(2014 - Transgressive/ Anti)
Al quinto tentativo, la band guidata da Peter Silberman sforna il proprio capolavoro

ANTLERS

Undersea

(2012 - Anti)
Il nuovo Ep, di transizione quasi fantascientifica, del terzetto di Brooklyn

ANTLERS

Hospice

(2009 - Frenchkiss)
Il progetto di Peter Silberman al culmine della sua densa schizofrenia

Antlers on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.