Association

And Then... Along Comes The Association (ristampa)

2011 (Now Sounds) | sunshine pop

Una cartolina da un mondo irriconoscibile, estraneo: tale pare l'esordio degli Association, sestetto di musicisti, cantanti, cantautori, etc. Pare di rivivere un periodo di irripetibile fermento, musicale e non, nelle esuberanti, caleidoscopiche armonizzazioni delle loro canzoni, nelle gemmazioni imprevedibili degli arrangiamenti, nutrite in particolare dal lavoro instancabile della lead guitar di Jules Alexander, membro fondatore del gruppo e vero e proprio architetto delle barocche costruzioni canore della band, per via della sua già importante esperienza al momento della formazione del gruppo (suonò anche diverse volte insieme a Frank Zappa, prima che quest'ultimo fondasse i Mothers Of Invention).
Esce questo mese, presso la Now Sounds, la riedizione deluxe, rimasterizzata in versione mono, di questo primo disco della band californiana, che contribuì in modo determinante alla nascita del genere del sunshine pop nella Los Angeles della metà degli anni 60, con il leggendario Curt Boettcher (personaggio di livello almeno pari a quello di Brian Wilson e Gary Usher) alla produzione. Alla tracklist originale del disco si aggiungono immancabili versioni "singolo" - Boettcher tagliò alcuni secondi dalla fine di "Cherish" e fece in modo che l'etichetta lo distribuisse come un pezzo di tre minuti esatti in modo da conformarlo al "canone" - versioni strumentali e bonus track.

Nonostante le prime frequentazioni col folk-rock - il loro primo singolo pubblicato, tramite la Valiant Records, sarà la cover di "One Too Many Mornings" di Bob Dylan, sulle orme di "Mr. Tambourine Man" dei Byrds - la scena losangelina sta andando incontro a una transizione "di genere" che trascina gli Association verso la registrazione del demo di "Along Comes Mary", la prima hit vera e propria del gruppo, sebbene l'autore, ossia Tandyn Almer, sia esterno alla band. Ritmo sincopato che esemplifica tutte le ascendenze black disseminate nella traccia, una metrica impazzita che cerca di incastrare nello spazio fin troppo angusto del canonico pezzo di successo uno scioglilingua di mordaci impressioni (così che il grido "And then along comes Mary" diventi una sorta di liberazione dal labirinto delle proprie ossessioni), il tema principale così riconoscibile di fiati e battimani, le irrituali comparsate di flauto compongono una traccia talmente complessa e al tempo stesso orecchiabile da attirare il plauso di Leonard Bernstein.
Il successo del singolo presso le radio universitarie li incoraggia alla pubblicazione del disco (che avverrà nel luglio del 1966), in cui ogni membro della band - salvo Brian Cole, il bassista - darà il suo contributo in termini compositivi. Il primo singolo estratto, "Cherish", rimarrà al primo posto delle chart nazionali per tre settimane e diventerà il loro primo disco d'oro, superando il milione di copie vendute (la BMI stima addirittura che sia la ventiduesima canzone più suonata di tutti i tempi nelle radio americane). Una ballata corale, in cui Alexander fa la parte del protagonista, in un continuo lavoro di ricamo chitarristico, incastonato nella carezzevole trama di xilofono, in contrapposizione alle grandiose, soverchianti forze emotive delle armonizzazioni del gruppo, che paiono espandersi nello spettro armonico fino a impadronirsene completamente.

Sarà questa una caratteristica definitiva, letteralmente, per la musica della band californiana, non solo in "And Then... Along Comes The Association", che rimane comunque la testimonianza più importante della carriera del gruppo. Il rutilante inno sessantottino di "Enter The Young", pieno di vivace pirotecnia, il buffo tip-tap di "Round Again", la languida serenata psichedelica di "Message Of Our Love", l'armonica svolazzante dei Byrds di "Blistered", sono tutte lì a comporre un quadro di raffinata magia, di effetto pari a quello di un "Odessey And Oracle".
Una grande testimonianza di un mondo in pieno fermento intellettuale, in cui le cose sembrano accadere sul serio, in cui si annunciano le forze fresche di un pacifico rivolgimento. Un manifesto di sincera ed estrosa ricerca musicale, senza ermetismi e pose: questo è il grande valore che ha oggi questa ristampa.

(21/04/2011)



  • Tracklist
  1. Enter The Young
  2. Your Own Love
  3. Don't Blame It On Me
  4. Blistered
  5. I'll Be Your Man
  6. Along Comes Mary
  7. Cherish
  8. Standing Still
  9. Message Of Our Love
  10. Round Again
  11. Remember
  12. Changes
  13. Better Times
  14. I'll Be Your Man (Where Were You) (Alternate Mix)
  15. One Too Many Mornings
  16. Forty Times
  17. Along Comes Mary (Single Version)
  18. Cherish (Single Version)
  19. Enter The Young (Single Version)
  20. Along Comes Mary (Instrumental)
  21. Remember (Instrumental)
  22. Your Own Love (Instrumental)
  23. Better Times (Instrumental)
  24. I'll Be Your Man (Where Were You) (Instrumental)
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