Eraldo Bernocchi/ Harold Budd/ Robin Guthrie

Winter Garden

2011 (RareNoise/ Goodfellas) | dream-ambient

Camminare in un bel parco con il freddo pungente dell'inverno è un qualcosa di emozionante e purificatore. I colori sono tenui, le foglie divengono un secondo strato dove muovere i propri passi mentre intorno solo poche anime affini sembrano provare la stessa intensa poesia.
Se poi si è muniti di i-pod o cd portatile con cuffiette, allora regalarsi anche una degna colonna sonora, che sappia raccontare con il suono certe suggestioni, diviene meraviglia.

In tal senso un suggerimento ideale, già a partire dal titolo, è "Winter Garden" ossia un'angelica collaborazione tra l'italiano Eraldo Bernocchi, lo scozzese Robin Guthrie, lo statunitense Harold Budd.
Il primo è un prolifico artista che ha lavorato con numerosi nomi internazionali come Bill Laswell (nei Somma insieme anche a Petulia Mattioli), Tony Wakeford (del 2011 è il progetto Owls) ma anche con gli italiani Massimo Pupillo (Zu) negli Obake e con Raiz per l'ottimo progetto Ashes, dove anche qui vi è coinvolto Laswell. Il secondo è stato il meraviglioso chitarrista dei Cocteau Twins nonché dei successivi Violet Indiana. Il terzo è un pianista contemporaneo, classe 1936, che già collaborò con i Cocteau Twins nella metà degli anni 80 nello splendido cd "The Moon & The Melodies" e con Brian Eno in "Ambient two: The Plateaux Of Mirror" (1980) e "The Pearl" (1984), ma anche con numerosi altri tra cui Andy Patridge degli Xtc.

I tre uniscono la loro delicata inventiva per delicati paesaggi ambientali ed evocativi, generando una malinconia sospesa tra i tappeti ariosi elettronici di Bernocchi, la chitarra inconfondibile ed effettata di Guthrie, le poche e minimali note di piano di Budd.
Le composizioni sono molto dilatate e, senza dubbio, rimandano molto ai vecchi lavori dell'artista americano che ha saputo sempre tratteggiare sfocati scenari che generano subito nostalgico ricordo, in questo caso reso ancora più profondo dalle tenui ed effettate sei corde del maestro Guthrie.
Il tutto è più che mai soffuso e rarefatto, salvo il finale dell'ottava traccia "Stay With Me", che termina con un pulsare ritmico decisamente più vivace.

Probabilmente l'ascolto intero del disco può generare sogno ma anche qualche sbadiglio, come se tutte queste emozioni alla fine diventino meno sorprendenti lasciando spazio anche a qualche frammento di noia.
Tutto questo però è possibile evitarlo con un ascolto a piccole dosi e random, concedendosi magari alcune pillole di questa dolcezza, una consigliabile cura per combattere le costanti amarezze che il mondo continua, ahinoi, a offrire.

(22/12/2011)

  • Tracklist
  1. Don't Go Where I Can't Find You
  2. Losing My Breath
  3. Winter Garden
  4. Entangled
  5. Harmony And The Play Of LighT
  6. Heavy Heart Some More
  7. White Ceramic
  8. Stay With Me
  9. South Of Heaven
  10. Dream On


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