A tre anni dalla nascita, questa band di Sheffield arriva al disco d’esordio, proponendo un blues’n’roll molto spinto sia come tempi tenuti dalla sezione ritmica che come robustezza del suono e del timbro vocale. Le canzoni si appoggiano su riff semplici e incisivi, che si ripetono durante le strofe e vengono corroborati da altre linee di chitarra e/o di tastiera durante i ritornelli e le brevi parti strumentali. C’è una buona aderenza alla forma canzone tradizionale, ma in ogni brano si trova sempre un momento di stacco, sotto forma di un assolo di chitarra o di un classico abbassamento d’intensità ritmica e sonora, funzionale al rilancio del ritornello con maggior enfasi.
Il problema è che queste e altre soluzioni – quali stacchi melodici, cambi di tonalità strumentale e utilizzo di seconde voci – sono troppo rispettose degli ormai abusati standard del genere di riferimento; inoltre, anche dal punto di vista strettamente compositivo non si esce mai dall’ordinario. L’ascolto, quindi, pur salvandosi dall’essere noioso grazie a una buona intensità interpretativa, risulta fondamentalmente impalpabile.
06/05/2011