Blondie

Panic Of Girls

2011 (Eleven Seven) | new wave

E così, alla fine, sono tornati anche loro. Dopo i B-52's, i Devo (rientrati con "Something For Everybody"), i Cars ("Move Like This") e il ritorno alle sonorità new wave dei Duran Duran, non poteva certamente mancare all'appello una delle band più fortunate e originali del periodo, capace di sfornare sfiziosi (seppure non sempre consistenti) party album in cui rock, post-punk, pop dal sapore europeo, reggae e disco music sono tenuti insieme dal carisma di Deborah Harry - che ha da poco festeggiato sessantasei primavere. "Panic Of Girls" è il disco della terza rentrée del gruppo di Debbie e Chris Stein, che segue "No Exit" (forte della hit "Maria" che ha spopolato in tutta Europa) e "The Curse Of Blondie", accolto più tiepidamente. Eppure i Blondie (che la sanno lunga) non se ne sono mai realmente andati: negli anni Novanta non solo non sono mancate antologie di qualsiasi fascia di prezzo, ma sono usciti anche nuovi remix prodotti da Vincent Vero (che in quegli anni collaborava con i Pet Shop Boys, gli Ace Of Base e Billie Ray Martin) cui manca oggi la freschezza delle versioni originali, ma che di certo hanno contribuito a spianare la strada per la riscoperta della band da parte del pubblico più giovane. Un debito nei confronti dei Blondie lo hanno i Garbage di Shirley Manson ma anche i Franz Ferdinand (che hanno registrato una cover di "Call Me", hit-single tratto dal celebre film "American Gigolo").

"Panic Of Girls" è il secondo album nella storia del gruppo registrato fuori Manhattan - la stessa cosa era già capitata con "Autoamerican". Sembra proprio che Debbie, Chris e Clem (il tastierista James Destri questa volta non c'è) abbiano guardato proprio al loro disco del 1980 piuttosto che al capolavoro "Parallel Lines": lo dimostra la varietà di stili che incontriamo ascoltando queste undici canzoni, un vero caleidoscopio di suggestioni, fragranze e colori che comprende un simpatico recupero reggae (in "Autoamerican" c'era la hit "The Tide Is High" dei Paragons, riportata poi in auge dalle Atomic Kittens, mentre qui c'è "Girlie Girlie" di Sophia George, che raggiunse il primo posto in Giamaica nel 1985) e una torch song cantata in francese, "Le Bleu", che richiama le atmosfere di Serge Gainsbourg. In cabina di regia ci sono Jeff Saltzmann, noto per il suo lavoro con i Killers degli esordi, e Kato Khandwala (che contribuisce anche alla stesura del singolo "Mother" e di "The End, The End"). Destri è qui sostituito da Matt Katz-Bohen, compositore dell'ottima "What I Heard" che forma una tripletta killer con "D-Day" e "Mother" (quasi una riedizione di "Maria" con sapienti tocchi di synth analogico). La voce della Harry risente del tempo che passa, ma la classe non è acqua e non mancano le buone intuizioni: non solo si prende una rivincita ("Words In My Mouth" venne rifiutata da Shirley Manson...), ma in alcuni pezzi si diverte da matti.

La già citata "Girlie Girlie" non è l'unico tuffo nel reggae: "The End, The End", è un po' ripetitiva ma ha una melodia azzeccata. Funziona anche "Sunday Smile", presa in prestito dai Beirut (con tanto di Zach Condon alla tromba), band di cui Debbie e Chris Stein sono grandi estimatori. "Love Doesn't Frighten Me" è troppo sui generis, e se non fosse per il suo energico arrangiamento si inserirebbe senza troppi sforzi nel repertorio più sciapo delle Corrs. La frizzante "Wipe Off My Sweat" si distingue per un improbabile testo "spanglish" (tra "Oye" di Gloria Estefan e "She Wolf" di Shakira) al limite della parodia con i suoi ripetuti "Papi, papi" - di sicuro è un omaggio alle nuove leve del pop, Lady Gaga in primis (che la Harry ammette di apprezzare durante un'intervista rilasciata al New Musical Express). "China Shoes" è l'ultimo giro di giostra nell'edizione "standard" del disco che è disponibile nei negozi italiani - alcune edizioni speciali includono brani extra, come "End Of The World" (che peraltro include la frase che dà il titolo al disco), "Mirame" (in spagnolo), "Horizontal Twist" e "Sleeping Giant".

Più volte rinviato, "Panic Of Girls" è uscito in Inghilterra anche in un'edizione deluxe che comprende anche una rivista con la storia della band, interviste, recensioni di tutti i loro album precedenti e un set di spille. Nell'epoca dei downloadvoleva essere un incentivo all'acquisto delle copie fisiche, e ci sono già colleghi che stanno copiando l'iniziativa. Alla fine si tratta di un disco certamente dignitoso, con qualche sbavatura ma senza preoccupanti capitomboli, che servirà ai Blondie per rimettersi in moto (stanno per partire per una tournée negli Stati Uniti) dopo parecchi anni di silenzio. La band ha dimostrato di saper suonare "attuale", scegliendo il team giusto, senza troppe forzature. I neofiti però prendano nota: la ristampa di "Parallel Lines" e il "Greatest Hits" del 2002 (rimasterizzato da Kevin Bartley) restano una più efficace introduzione.

(07/09/2011)

  • Tracklist
  1. D-Day
  2. What I Heard
  3. Mother
  4. The End, The End
  5. Girlie Girlie
  6. Love Doesn't Frighten Me
  7. Words In My Mouth
  8. Sunday Smile
  9. Wipe Off My Sweat
  10. Le Bleu
  11. China Shoes
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