Il duo che si cela dietro il moniker B. Lone Engines (Spider e Anthony) è dedito a manipolare la materia sonora, nell'assenza del verbo e del canto, e dipinge qui sette tele con possente senso astratto.
Lo staff di Dark Meadow ha avuto un intuito felice nel reclutarlo, aggiungendo l'ennesimo freak musicale a un catalogo alternativo nell'alternativo, ma di grandesimo fascino.
Così un semplice dischetto in formato cd-r del valore di poche sterline diventa invece una sinfonia post-moderna che supera di molto il valore economico: una sinfonia composta di sette movimenti nei quali entrare in empatico contatto con i musicisti e figurarsi insieme, idealmente, le immagini che le sue sonorità evocano.
Le armi sonore impiegate attingono a capitoli interi di sperimentazione industriale su vari fronti, che chiamano in causa l'essenza creativa di Einsturzende Neubauten, Alva Noto, Throbbing Gristle o tutte le visioni possibili nate e vissute nei vari progetti di Steven Stapleton, fino a ritagliarsi momenti di doom o profumi di prog così tipicamente "english".
Con "Goatboy" l'album si cala subito nel downtempo di una suite elettromagnetica, metallica ma acquosa nei suoni, il picking sulle corde crea un effetto "scordato" e vibrato che irradia il suono evocando lande dimenticate della civiltà, rugginosi monumenti al nulla nel nulla; tra suoni industriali e richiami elettronici si odono belati, un branco che pascola, fonte di vitalità residua in un verde apocalittico. Subito dopo ci si imbatte in "To", un raga occidentale che guarda all'India come atavica fonte di sapere da tramandare, risposta spirituale al declino post-industriale; la chitarra distorta, picking caldi e vibrati dominano fin quando la batteria s'impossessa del brano e ne detta il ritmo, ma anarchicamente, slegata da ogni riferimento, se non quello a lontani echi free-jazz, che si avvolgono chimicamente a un noise, più marcato nella finale "A Troll Down Below", l'ennesima esaltazione psicotropa dell'immaginario di B. Lone Engines.
Trovare radici condivise non è impossibile: Current 93 sono fantasmi persi tra le nebbie del Tamigi e dei gabbiani digitali che si odono (ancora la Fauna tra le macerie umane) nel folk esoterico di "12 L'br", un duetto, semplice se vogliamo, di chitarre che si perdono nei loop, e con loro ci perdiamo in territori forse per sempre perduti.
23/09/2011